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Sabato 21 Luglio 2018

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CREMONA

Il ricordo delle vittime del bombardamento del luglio 1944

La cerimonia organizzata dal Comune e dal Dopolavoro Ferroviario

Il ricordo delle vittime del bombardamento del luglio 1944

CREMONA - Rinnovato questa mattina il ricordo delle vittime del primo bombardamento su Cremona durante la Seconda guerra mondiale. La cerimonia, organizzata dal Comune e dal Dopolavoro Ferroviario di Cremona, presenti le autorità civili e militari ed i rappresentanti delle Associazioni partigiane, d’arma e combattentistiche, è iniziata ai giardini intitolati a Giovanni Palatucci, Giusto tra le Nazioni, nel piazzale antistante la stazione ferroviaria.

Il Corpo bandistico “Leopoldo Vecchi” di Isola Dovarese, invitato dal Dopolavoro Ferroviario per accompagnare l’intera manifestazione, ha dapprima intonato l’Inno nazionale, terminato il quale Virgilio Ferrari, storico presidente del Dopolavoro Ferraviario, ha rivolto un breve saluto ai partecipanti. Ha preso poi la parola il sindaco Gianluca Galimberti per il quale le bombe sganciate sulla nostra città nel luglio del ‘44 avevano come obiettivo quello di isolarla, ed isolare significa dividere, erigere staccati, e questo porta solo odio, come odio e violenza porta ogni guerra: un monito dunque a tutti coloro che cercano di creare divisione mentre oggi più che mai c’è bisogno di costruire legami, c’è bisogno di unire.

Con questa cerimonia si voluto ancora una volta ribadire i valori della pace e il rifiuto di ogni forma di violenza e guerra, per onorare il ricordo di tutti i caduti civili e militari delle guerre di ieri, ed inviare in questo modo un messaggio di pace da condividere nei cuori e nelle menti in ogni parte del mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

10 Luglio 2018

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2018/07/12 - 14:02

    Che c'entrano i migranti con la commemorazione di questo evento luttuoso per la città?

    Rispondi

  • mario

    2018/07/10 - 19:07

    Strumentalizzazione a fini politici di un evento bellico luttuoso che con migranti e compagnia cantante non c'entra proprio nulla... peccato Galimberti...

    Rispondi