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Domenica 22 Luglio 2018

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CREMONA

Detenuto incendia la cella, paura in carcere

Pomeriggio da incubo dopo l'aggressione ad un agente da parte di un detenuto avvenuta la sera precedente, tre uomini della polizia penitenziaria intossicati per salvare il carcerato

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CREMONA - Pomeriggio da incubo, quello di domenica 24 giugno, per il Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Cremona, dove si è anche sfiorata la tragedia tra le sbarre. Un detenuto ha incendiato la propria cella con la pretesa di uscire a passeggiare nel corridoio e tre agenti, per salvarlo, sono rimasti intossicati. Un episodio arrivato poche ore dopo un'aggressione avvenuta nell'infermeria di Cà del Ferro. Lì, nella serata di sabato 23, un carcerato aveva colpito con un pugno alla testa un agente.

“E’ stato un pomeriggio da incubo”, spiega Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo della Categoria. “E’ successo che un detenuto tunisino, ubicato in Infermeria, domenica pomeriggio ha incendiato la cella con la pretesa di uscire a passeggiare nel corridoio della Sezione. Per spegnere le fiamme e trarlo in salvo tre agenti sono stati portati in Pronto Soccorso per intossicazione.Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere cremonese a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”.

Donato Capece, segretario generale Sappe, rivolge “solidarietà agli agenti di Polizia Penitenziaria intossicati” ed esprime “solidarietà e apprezzamento per la professionalità, il coraggio e lo spirito di servizio dimostrati di poliziotti penitenziari di Cremona. E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie”.

Il Sappe aveva denunciato un altro grave evento critico accaduto sempre nel carcere di Cremona: un sabato sera da incubo per la folle intemperanza di un detenuto straniero, che ha pure ferito un agente di Polizia Penitenziaria di servizio. 

 “Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, conclude Capece. “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato”.

25 Giugno 2018

Commenti all'articolo

  • la talpa

    2018/06/26 - 11:11

    Guarda caso due pregiudicati stranieri questa la dice lunga sulla delinquenza importata anche se insistono a farci credere i contrario.avevamo già abbastanza criminalità nostrana senza importarne altra.Molta comprensione e un plauso. per le guardie carcerarie

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  • roberto

    2018/06/26 - 08:08

    ...dipende se I tunisini lo vogliono...

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  • They

    2018/06/26 - 06:06

    Perché un tunisino devo essere mantenuto da noi? Questi delinquenti vanno riportati nei loro paesi a scontare le pene!

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