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Giovedì 15 Novembre 2018

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CREMONA

Nuova violenza in carcere, detenuto aggredisce agente

Il Sappe: 'E' un bollettino di guerra, il personale di polizia penitenziaria è allo stremo'

carcere

CREMONA - Sangue e violenza, sabato sera 23 giugno, nel carcere di Cremona per la folle intemperanza di un detenuto straniero, che  ha pure ferito un agente di Polizia Penitenziaria di servizio. A dare la notizia è Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe: "E’ successo che sabato sera, un detenuto nordafricano ubicato in infermeria, ha dato improvvisamente e senza alcuna ragione un pugno in testa al poliziotto di sezione. Ormai è un bollettino di guerra e le vittime sono sempre le stesse: le donne ed uomini in divisa della polizia penitenziaria. Occorrono interventi immediati e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto, del quale beneficiava il detenuto che ha aggredito il nostro collega. Il Sappe Lombardia, a tutela dei colleghi vittime di tale gestione scellerata ed irresponsabile, sta valutando di predisporre una azione legale per mettere alla luce i vari livelli di responsabilità e il dovuto risarcimento agli Agenti. Il personale è allo stremo e le aggressioni non sembrano rallentare”. 

“Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, denuncia Donato Capece, segretario generale Sappe. “Altro che carcere umano e più sicuro, come prometteva il ministro della Giustizia Orlando: le carceri sono un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Non ci si ostini dunque a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno.”.

Capece, che esprime solidarietà ed ha parole di apprezzamento per il poliziotto penitenziario contusi e feriti a Cremona, aggiunge: “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Sono oggettivi i numeri riferiti alle colluttazioni ed ai ferimenti nelle carceri italiane, riferiti all’anno 2017: le colluttazioni sono state 7.446 ed i ferimenti 1.175. Ossia, statisticamente 20 colluttazioni e 3 ferimenti al giorno! Non fanno statistica ma sono reali le aggressioni verbali di quei detenuti che inveiscono, offendono e poi scagliano contro i poliziotti penitenziari le proprie feci, l’urina o la candeggina… E allora è mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino? Evidentemente le priorità erano e sono altre: come, ad esempio, consentire l’uso della sigaretta elettronica nelle celle o prevedere le “doccette” nei cortili passeggi per dare refrigerio ai detenuti durante i mesi estivi (dimenticandosi per altro, sistematicamente, l’adozione concreta di provvedimenti per il benessere del Personale di Polizia Penitenziaria, specie di quello che vive nelle Caserme…)”. 

25 Giugno 2018

Commenti all'articolo

  • graziano

    2018/06/25 - 19:07

    Solitamente chi sta ai vertici di comando non sa una cippa di quello che succede in trincea, tantomeno i Ministri. Comunque bisognerebbe dotare gli Agenti Penitenziari di Taser, come negli USA.

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