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Sabato 15 Dicembre 2018

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CREMONA

Hospice, giorni decisivi. Gestione cremonese a rischio

Venerdì 8 giugno si saprà chi per i prossimi 6 anni guiderà la struttura. Il presidente Accd Auricchio: "Sale la preoccupazione per una scelta non locale"

Cura del dolore, Auricchio: 'L'Hospice rimanga ai cremonesi'

Antonio Auricchio, presidente Accd, e l'ingresso dell'Hospice in ospedale

CREMONA - «Non c’è giorno che non riceva telefonate dai cremonesi che chiedono notizie del futuro dell’Hospice e del ruolo che avrà l’Associazione cremonese cura del dolore nella sua gestione — spiega Antonio Auricchio, presidente dell’Accd —. Venerdì prossimo (8 giugno) si apriranno le buste e si saprà chi si occuperà dell’Hospice per i prossimi sei anni. Sono tante le testimonianze che ci arrivano da parte di chi ha avuto parenti e familiari ricoverati all’Hospice. Credo di poter dire che l’Accd non solo ha creato e fatto crescere l’Hospice, ma abbia avuto come mission esclusiva: la cura, l’attenzione nei confronti dei malati terminali, considerati come persone e non numeri, né tanto meno come un business. Questo è il rischio che si corre, questa è la nostra preoccupazione ». Alla gara per la gestione dell’Hospice, bandita su indicazione della Regione Lombardia dall’Azienda Sociosanitaria Territoriale hanno partecipato quattro soggetti oltre l’Accd, l’Associazione cremonese cura del dolore, storico gestore del servizio che ha fatto la sua offerta insieme alla cooperativa Dolce, la cooperativa sociale ‘Consorzio Blu’ e il raggruppamento temporaneo di imprese formato da ‘Nuova Sair Onlus’ e ‘Fondazione Ant Italia Onlus’. Il quarto partecipante, il raggruppamento temporaneo di imprese composto da cooperativa Csap e consorzio Finisterre, è stato escluso per carenze nella documentazione presentata. 

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03 Giugno 2018