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Venerdì 16 Novembre 2018

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CREMONA. SIDERURGIA

A Pechino il futuro dell’acciaio con il modello Arvedi

Al decimo congresso internazionale della ‘China Iron and Steel Association’ presidente e vertici protagonisti. Con la tecnologia ESP qualità e innovazione

A Pechino il futuro dell’acciaio con il modello Arvedi

CREMONA - Si è svolto nei giorni scorsi in Cina, a Pechino, il decimo congresso internazionale della ‘China Iron and Steel Association’ (CISA), l’associazione della siderurgia cinese. Un dato rende immediatamente l’idea dell’importanza del meeting: la Cina è il primo produttore mondiale di acciaio con 808 milioni di tonnellate annue, contro i 104 del Giappone, i 95 dell’India, i 78 degli Usa ed i 71 della Russia (dati anno 2016).

Un’occasione di confronto sulle prospettive del comparto a livello mondiale e degli scenari economici internazionali. Tra i relatori e i partecipanti invitati dalla CISA, il cavalier Giovanni Arvedi, presidente dell’omonimo gruppo siderurgico cremonese, Mario Caldonazzo, vicepresidente Finarvedi, Federico Mazzolari, consulente Marketing e Andrea Bianchi, responsabile della Ricerca e Sviluppo della Acciaieria Arvedi.

Il fondatore del gruppo cremonese è salito sul palco dei relatori a trattare il tema ‘Il futuro dei produttori di acciaio’ partendo dalla Tecnologia ESP (Endless Strip Production), nata a Cremona all’Acciaieria Arvedi nel 1992, dove sono operative due linee che producono coils con l’acciaio proveniente dal forno elettrico. «Si tratta di una tecnologia di processo innovativa per la produzione di coils di acciaio — ha spiegato l’imprenditore — che proprio nel grande mercato cinese ha già trovato un importante sbocco industriale di notevole successo, con quattro impianti funzionanti che apporteranno un significativo contributo allo sviluppo della siderurgia di un grande Paese come la Cina».

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01 Giugno 2018