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CREMONA

Bufera su CremonaFiere

Confcommercio, Confartigianato, Confimi Apindustria e Cna hanno attaccato duramente l'esito e le modalità del rinnovo dei vertici

Bufera su CremonaFiere

Vittorio Principe (Ascom), Alberto Griffini (Api), Massimo Rivoltini (Confartigianato) e Giovanni Bozzini (Cna)

CREMONA - Spaccatura frontale tra i soci di CremonaFiere. Confcommercio, Confartigianato, Confimi Apindustria e Cna hanno attaccato duramente l'esito e le modalità del rinnovo dei vertici, deciso nell'assemblea di venerdì scorso. "Siamo stati estromessi con un atto di forza perpetrato dal sindaco insieme all'Amministrazione Provinciale ed agli Industriali; non ci hanno permesso di partecipare alla discussione sulla nuova governance, negandoci qualche giorno per i necesssari approfondimenti. E' un fatto grave, e ci saranno conseguenze; mentre CremonaFiere rimane molto debole e in difficoltà".

Secca la replica di del sindaco Gianluca Galimberti: "Ricostruzioni non veritiere, ma è chiaro che non si poteva perdere altro tempo".

Il presidente della Libera Agricoltori, Renzo Nolli: 'Abbiamo lavorato per il bene della Fiera e del territorio'.

A dissotterrare un’ascia di guerra mai veramente deposta sono stati i presidenti Massimo Rivoltini (Confartigianato), Giovanni Bozzini (Cna), Vittorio Principe (Confcommercio Cremona) ed Alberto Griffini (Confini Apindustria): il 25 maggio avevano lasciato l’assemblea prima del voto, non avendo ottenuto una ‘dilazione dei  tempi’ per il confronto  interno ai loro consigli di amministrazione sui nominativi per il cda della Fiera. A questa posizione si era associato anche Antonio Davò, numero uno del Credito Padano.
In un documento congiunto illustrato mercoledì 30 maggio nel corso di una conferenza stampa, Rivoltini, Bozzini, Principe e Griffini, hanno stigmatizzato modalità ed esiti dell’assemblea. Gli esiti: un presidente - Roberto Zanchi - che non rappresenta la maggioranza del capitale sociale (arriva al 45%, di cui il 25% fa capo a Comune e Provincia e solo il 20% al mondo economico produttivo), e per incompatibilità con la sua professione di avvocato non può vedersi attribuire deleghe di sorta. 

30 Maggio 2018

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2018/05/31 - 00:12

    E allora cosa lo hanno votato a fare se non puo' fare praticamente niente? E la minoranza comanda sulla maggioranza? Alla faccia della democrazia!

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