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Lunedì 24 Settembre 2018

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CASTELLEONE

Presunta discarica abusiva: due indagati più le due società

Disposto il sequestro preventivo d'urgenza, stoccaggio illecito di rifiuti senza autorizzazione, inchiesta partita dalle segnalazioni di alcuni cittadini

Procura: "Procedimenti bloccati"

CASTELLEONE - La procura ha posto sotto sequestro preventivo d'urgenza una presunta discarica abusiva di rifiuti illeciti a Castelleone, dove sono state accumulate 20mila tonnellate, della 50mila previste, di materiale simile argilla proveniente da un'azienda del Mantovano.

L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore, Ilaria Prette, vede indagati di stoccaggio illecito di rifiuti senza autorizzazione Leonardo Grandini, titolare della azienda che si occupa di scavi e demolizioni, situata in via Cappi Romualdo, a Castelleone, la stessa società, il titolare della srl mantovana e la srl stessa.

L'inchiesta è nata in seguito ad una serie di segnalazioni al Comune da parte di alcuni castelleonesi che si lamentavano dei brutti odori. Sono intervenuti l'Arpa e la polizia provinciale, guidata da Mauro Barborini. Su richiesta della procura, il gip, Letizia Platè, ha convalidato il sequestro preventivo d'urgenza.

Il passo successivo dell'inchiesta: l'Arpa sta effettuando le analisi sugli enormi accumuli di terra anche per verificare, insieme alla polizia provinciale, eventuali rischi di inquinamento del suolo ed eventuali pericoli per la salute. Giovedì scorso, 17 maggio, la Guardia di Finanza ha sequestrato la documentazione contabile per verificare i rapporti commerciali di compravendita. Dalle bolle e dai contratti, le tonnellate da smerciare erano 50mila. Arpa e polizia provinciale stanno eseguendo verifiche sotto il profilo ambientale.

Le società si sono difese, sostenendo che si tratta di un sottoprodotto, cioè di scorie che, una volta trattate, possono essere riutilizzate. 

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21 Maggio 2018