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Mercoledì 14 Novembre 2018

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CREMONA

Padania Acque, investimenti per 400 milioni: 116 saranno finanziati da otto banche

Le risorse serviranno perle azioni del Piano d’Ambito del quadriennio 2016/2019, le acquisizioni patrimoniali e il rifinanziamento di alcuni prestiti in scadenza o mutui da estinguere

Padania Acque, investimenti per 400 milioni: 116 saranno finanziati da otto banche

CREMONA - Oltre 116 milioni di euro per finanziare gli investimenti del piano d’ambito del quadriennio 2016/2019, le acquisizioni patrimoniali, ed il rifinanziamento di alcuni prestiti in scadenza o mutui da estinguere. Pioggia di risorse su Padania Acque, gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale, grazie all’accordo stipulato con un pool di enti finanziatori costituito da 8 istituti di credito coordinati da Ubi banca (istituto agente e depositario). L'operazione è stata illustrata lunedì 26 marzo presso la sede dell'Associazione Industriali.

Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Credit Agricole-Cariparma, MPS Capital Services Banca per le Imprese, Credito Padano Banca di Credito Cooperativo, Credito Valtellinese e Cassa di Risparmio di Bolzano completano con UBI Banca il gruppo degli Enti finanziatori del “Project Finance” di Padania Acque.

Le linee di credito accordate dalle Banche sono destinate a finanziare gli investimenti del Piano d’Ambito del quadriennio 2016/2019 (già programmati e in corso di realizzazione), il finanziamento delle acquisizioni patrimoniali (AEM Cremona già perfezionata e in itinere l’acquisizione del ramo patrimoniale idrico di S.C.R.P. – Società cremasca reti e patrimonio, ASM Pandino, ASM Castelleone, ASPM Soresina Servizi e GISI Casalmaggiore) e il rifinanziamento di alcuni prestiti in scadenza o mutui da estinguere.

L’importo concesso soddisfa il fabbisogno finanziario per l’intera durata del Piano d’Ambito, fino al 31 dicembre 2043, sostenendo circa 400 milioni di euro di investimenti di cui il 30% coperto con finanziamento bancario e il 70% autofinanziato negli esercizi dal 2021 al 2043.

Le attività di costruzione della complessa operazione finanziaria hanno visto, negli ultimi 12 mesi, intensamente impegnati i vertici di Padania Acque. A partire dal 31 marzo 2017, con la firma della rinnovata “Convenzione di Gestione”, si è formalizzata la decisione della Provincia di Cremona e dei 115 Comuni di prolungare la durata dell’affidamento al 2043, cardine fondamentale per la sostenibilità dell’ingente mole di investimenti del Servizio Idrico Integrato.

Gli Uffici dell’Ente d’Ambito Ottimale – ATO e la Direzione Tecnica di Padania Acque hanno quindi rivisto il Piano degli Investimenti e in particolare hanno definito gli obiettivi di qualità da raggiungere nei tre settori: Acquedotto, Fognatura e Depurazione. Il lavoro di declinazione degli obiettivi in opere puntuali e attività da svolgere è stato minuzioso e preciso: l’innovazione tecnologica e la qualità sono la base su cui sono stati definiti i piani d’investimento.

L’insieme dei progetti e delle attività programmate ha trovato concreta forma e, soprattutto, copertura e sostenibilità finanziaria nel Piano Economico Finanziario, approvato nelle assemblee del 27 luglio 2017 (quasi all’unanimità) dai Comuni e dalla Provincia di Cremona nella duplice veste di Enti della Conferenza d’Ambito e in qualità Soci azionisti di Padania Acque.

Fondamentale è stato l’ampio consenso nell’approvazione dei piani proposti, un intero territorio che sposa e fa propri gli obiettivi di miglioramento del servizio pubblico locale a rilevanza economica, quale è il servizio idrico, definendone modalità di esercizio e costi per l’utenza, sempre nel segno della sostenibilità, anche sociale.

Investimenti superiori alla media degli altri Gestori, incrementi di tariffa contenuti e comunque ampiamente sotto la media nazionale, processi di razionalizzazione ed efficienza sono gli impegni precisi che Padania Acque ha condiviso con i Soci e che si vincola a rispettare nei confronti dei propri Clienti e degli Enti Finanziatori.

Circa 64 degli 80 milioni di euro di investimenti previsti nel periodo 2016-2019 sono destinati alla manutenzione delle reti e degli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione (rispettivamente per il 31%, il 37% ed il 10% del totale), mentre oltre 13 milioni (pari al 17% degli investimenti complessivi) sono destinati ad interventi di industrializzazione ed innovazione del servizio. I residuali 3 milioni di euro sono disponibili per ulteriori interventi di sviluppo e/o far fronte ad emergenze. I progetti di innovazione sono inseriti in un programma di investimenti di tipo “industria 4.0” che ha come scopo finale la realizzazione di una sala controllo centralizzata dalla quale telegestire tutti gli asset aziendali grazie ad una rete di sensori “IOT” (internet of things). Il sistema di telecontrollo in tempo reale è inoltre integrato con piattaforme software di ultima generazione che permettono di ottimizzare il funzionamento degli impianti, riducendo le perdite idriche ed i consumi energetici.

“Il finanziamento contratto assume un significato particolare – ha commentato il presidente Claudio Bodini – in quanto ribadisce la scelta della politica cremonese verso la conservazione dell’autonomia pubblica in rispetto del referendum del 2011. Tutto ciò premia gli sforzi di Padania Acque di mantenere ai minimi nazionali la tariffa dell’acqua a carico dei cittadini della nostra provincia e, al contempo, di attingere solo al 30% di finanziamento. Nessuna azienda pubblica del nostro territorio ha mai strutturato un piano industriale di questa portata: 400 milioni di euro di investimenti per migliorare ancora di più l’efficienza e la qualità del comparto idrico”.

“Dare copertura finanziaria al Piano d’Ambito, in gergo meno elegante ‘bancare il Piano’, è un lavoro iniziato alcuni anni fa. – prosegue l’A.D. Alessandro Lanfranchi - Fondamentale è stata la scelta degli Enti Locali soci di Padania Acque di affidare il Servizio Idrico Integrato alla loro Società per 30 anni: fino al 2043. Altrettanto fondamentale e proficua è stata la riorganizzazione aziendale messa in campo in questi anni: il rinnovo dei dirigenti, la valorizzazione dei tecnici e delle maestranze, l’industrializzazione del Servizio e la razionalizzazione dell’assetto societario hanno consentito di raggiungere obiettivi sfidanti. Contenere al minimo gli incrementi della tariffa a fronte degli ingenti investimenti programmati è un risultato concreto che abbiamo dimostrato di poter conseguire già in questi primi anni di attività”.

26 Marzo 2018