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Martedì 13 Novembre 2018

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CREMONA

Appalto Hospice, Auricchio: "Il patrimonio dei cremonesi rischia di andare perso"

Appalto Hospice, Auricchio: "Il patrimonio dei cremonesi rischia di andare perso"

CREMONA - La vicenda sull'appalto della gestione dell'Hospice fa discutere la città. In questo senso pubblichiamo la lettera inviata da Antonio Auricchio, presidente dell'Accd.

"L'Associazione cremonese per la Cura del Dolore (A.C.C.D.) per la citta di Cremona, costituisce il punto di arrivo di un progetto, iniziato molti anni fa, a cui hanno contribuito numerosi esponenti della cittadinanza e del mondo sanitario ma soprattutto del volontariato. Dal 1986 l'Associazione A.C.C.D. promuove e coordina un programma di cure a domicilio per malati affetti da cancro e altre patologie cronico degenerative in fase avanzata e terminale. Assistenza domiciliare al malato inguaribile prima e la costruzione dell'hospice poi rappresentano un patrimonio dei cremonesi e se esiste è grazie alla loro generosità. Per oltre 30 anni l'A.C.C.D. è stata unico Ente ad erogare Assistenza Domiciliare ai malati terminali nel territorio cremonese e per 20 anni il costo di tale assistenza è stata sostenuta esclusivamente dalle importanti offerte dei nostri cittadini. In questo lungo periodo l'A.C.C.D. ha maturato una competenza nella somministrazione delle cure più appropriate ai malati oncologici e non oncologici in fase avanzata e terminale di malattia, acquisendo e strutturando quel complesso di comportamenti assistenziali e di impostazioni organizzative necessarie a realizzare una corretta assistenza domiciliare e residenziale. Questo ha consentito di formare un' equipe multi-professionale in grado di garantire non solo un'assistenza clinicamente adeguata ma anche attenta alle necessità sociali, psicologiche e spirituali del malato e dei suoi familiari. L'A.C.C.D., in sintonia con l'esperienza della Fondazione Floriani di Milano, ha pioneristicamente proposto, incoraggiato e realizzato un diverso e più umano approccio al malato terminale nel territorio Cremonese, sostenendo da sempre la necessità di coinvolgere il S.S.N. in una partnership Pubblico-Non Profit nello sviluppo della rete locale delle cure palliative. L'esperienza trentennale della ACCD, maturata anche con il contributo fondamentale del Doff. Franco Toscani, uno dei pionieri delle cure palliative in Italia, ha consentito alla stessa di diventare progressivamente, sempre all'interno di un rapporto convenzionale con l'ospedale e la ex A.S.L. di Cremona, il soggetto principale nell'erogazione delle Cure Palliative nel territorio cremonese. Nel novembre del 2002 è stata attivata la struttura Hospice dell'Ospedale di Cremona fortemente valuta dall'A.C.C.D. con 14 posti letto ordinari più 1 posto letto di day hospital. La struttura è stata infatti costruita grazie a piccoli e grandi segni di riconoscenza a partire dalla buona usanza ma anche da tante altre forme di generosità oltre che ad importanti lasciti. Grazie a questo altruismo cremonese è stato possibile così disporre di una ingente somma impiegata dall'A.C.C.D per costruire l'Hospice, uno dei primi a sorgere in Lombardia ed in Italia come reparto in un ospedale pubblico. La gestione dell'Hospice è state affidata dal 2002 all'A.C.C.D. che, oltre al personale volontario, ha messo a disposizione le risorse professionali necessarie: medici, infermieri, operatori socio sanitari, psicologl e assistenti sociali. L'A.C.C.D si è inoltre fatta carico delle spese ordinarie e dei costi di varie opere di manutenzione e ristrutturazione dell'Hospice, dell'acquisto di nuovi materiali, di accessori d'arredo, mobili ed attrezzature mediche. L' A.C.C.D., impegnata da anni nella divulgazione della medicina palliativa, nella gestione di un hospice all'interno dell'ospedale di Cremona, nell'assistenza domiciliare ai malati terminali e nell'organizzazione e gestione di un gruppo di volontari specificamente formato per le cure palliative, si prefigge la promozione di studi e ricerche inerenti alle medicine palliative e proprio per potenziare quest'ultima attività ha promosso la costituzione a Cremona della fondazione "Istituto di Ricerca in Medicine Palliative Lino Maestroni - Fondazione Onlus" che è il riferimento scientifico dell'A.C.C.D. per tutti gli studi e le ricerche inerenti le cure palliative. A tutt'oggi la medicina palliativa necessita di studi e di ricerche per sostenere in modo efficace ed efficiente suo sviluppo e la sua diffusione nel mondo sanitario. Si sottolinea inoltre l'investimento dell'A.C.C.D. nel supporto alla ricerca con finanziamenti mirati nel settore delle Cure Palliative, con pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, convegni e borse di studio. Nel 2017, la direzione dell'azienda ospedaliera ha deciso, alla scadenza della convenzlone con l'A.C.C.D., di effettuare, attraverso una gara d'appalto, l'affidamento del servizio di assistenza di cure palliative in hospice residenziale e servizio di assistenza domiciliare di cure palliative, all'aggiudicatario che presenterà la migliore offerta tecnica ed economica. 

Considerazioni: è ovvio che il patrimonio culturale e organizzativo dell'A.C.C.D. sostenuto e di proprietà dei Cremonesi rischia di andare perso con l'incognita della gara. E' noto che la riforma sanitaria lombarda prevede un forte sviluppo sul territorio dell'assistenza domiciliare. L'A.C.C.D., nella sua attività di volontariato, ha investito sulla qualità delle cure offerte".

22 Marzo 2018

Commenti all'articolo

  • Giuseppe

    2018/03/22 - 16:04

    L'ACCD ha creato dal nulla questa perla ed ora i burocrati, la vogliono ricollocare nelle mani di chi per vincere l'appalto speculerà sicuramente sul servizio con tagli assurdi.... I vertici dell ASST spero facciano un sereno esame di coscienza.

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  • Fabio

    2018/03/22 - 15:03

    Si mandano via quelli che hanno fondato e reso un fiore all'occhiello per fare posto a chi? Ma cosa passa per la testa all'Azienda Ospedaliera?

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