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Domenica 23 Settembre 2018

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CREMONA

Pavimentazione corso Garibaldi, Principe (Confcommercio): 'Ennesima promessa non mantenuta'

Negozi in crisi, l'Ascom: il Comune ha fallito

Vittorio Principe

CREMONA - "L'ennesima promessa non mantenuta da parte delle amministrazioni comunali". Parole di Vittorio Principe, presidente di Confcommercio, in merito alla notizia dello slittamento al 2019 dei lavori di pavimentazione, nell'ambito della riqualificazione del centro storico, di corso Garibaldi.

"Quella della pavimentazione di Corso Garibaldi è l’ennesima promessa non mantenuta o quantomeno troppe volte procrastinata. Se ne parla ormai da anni, da quando è stata ampliata l’area pedonale. Si sono succedute un paio di amministrazioni e si sono passati il testimone soggetti diversi che avrebbero dovuto (o a cui è stato chiesto) farsi carico dell’intervento. Il progetto, ormai, è arrivato in zona Cesarini, alla scadenza del mandato amministrativo. Questo nonostante gli appelli ripetuti fino allo sfinimento delle imprese e delle Associazioni di rappresentanza. In questo periodo il Corso si è impoverito e ne ha sofferto - comunque – la capacità attrattiva di tutto il 'cuore' di Cremona. Anche le chiusure di questi ultimi giorni (alcune proprio in corso Garibaldi) testimoniano in maniera chiara delle difficoltà del centro. La nascita di nuovi poli distributivi, dall’Armaguerra a via Mantova non legittimano a credere in una inversione di tendenza. Soprattutto in assenza di un progetto chiaro di rilancio di Cremona. Torniamo a ripeterlo: come Confcommercio siamo convinti che ci sia un obiettivo comune, anche con la Amministrazione: quello della rigenerazione. Ma occorre poi tradurlo in iniziative condivise, in analisi comuni dei problemi e delle possibili soluzioni. E’ quello che richiediamo ormai da tempo, consapevoli che non basta l’impegno delle associazioni o delle imprese e serve una partecipazione attiva di tutte le forze anche istituzionali della città, così come è necessaria una rinnovata apertura al dialogo e al confronto. Per confrontarsi occorre partire da analisi concrete ed oggettive. Come quelle sulle chiusure o sul numero di accessi pedonali in centro. Se non li si studia attentamente si rischia di alimentare una strana deriva che, alla fine, produce effetti contrari a quelli che si vorrebbero raggiungere. Come si può conciliare la contrazione delle imprese del centro con l’ampliamento della zona pedonale? Non possiamo pensare di continuare ad usare le vetrine sfitte come gallerie d’arte. Perché oltre all’obiettivo (minimale) di rendere meno evidente il degrado, non aiutano certo il rilancio. Si intervenga, dunque, su arredi urbani, pulizia e decoro, contrasto dell’abusivismo (come invocano le imprese) ma poi si pensi ad un rilancio serio del turismo, ad eventi e mostre importanti, a 'fuori salone' che rafforzino il rapporto con l’Ente Fiere e con il suo pubblico internazionale. E, parallelamente, lavoriamo per rendere la città più accessibile nel quotidiano, impegnandoci sui temi della viabilità e della sosta. Prima che sia troppo tardi. E che le pavimentazioni di pregio sembrino una lapide di una città defunta”.

15 Marzo 2018

Commenti all'articolo

  • gianfranco

    2018/03/16 - 20:08

    basta con questa storia della pavimentazione di pregio,i non saranno certo centocinquanta metri di porfido che portano la gente in centro. i commercianti non hanno ancora capito che il mercato è cambiato? purtroppo il progresso ci porta a comprare su internet,con scelta e a dei prezzi molto competitivi,con gli affitti dei negozi da paura, i centri commerciali, e a volte i prezzi dei negozi che non sono competitivi, e quando ci sono le poche feste tanti negozi sono pure chiusi. la soluzione non è certo il porfido, questi soldi usiamoli per cose più utili per la città.

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