il network

Lunedì 24 Settembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

L’intervista, Liliana Segre: 'Da Auschwitz non si esce mai'

Lunedì 19 febbraio la neosenatrice a vita incontrerà gli studenti al Ponchielli: 'Ho ancora presenti i cani, il rumore, il fuoco, le urla'

L’intervista «Da Auschwitz non si esce mai»Liliana Segre domani  al Ponchielli incontrerà gli studenti«Ho ancora  presenti i cani, il rumore, il fuoco, le urla»

CREMONA - Testimone degli orrori di Auschwitz, neosenatrice a vita, nominata dal Presidente della Repubblica il 19 gennaio scorso, nell’anno degli ottant’anni della promulgazione delle leggi razziali del 1938 e a ridosso della Giornata della Memoria. Liliana Segre alle 11 di lunedì 19 febbraio sarà al Ponchielli per incontrare gli studenti cremonesi, iniziativa organizzata dalla rete delle scuole della provincia di Cremona per il Viaggio della memoria, sotto il coordinamento di Ilde Bottoli, in collaborazione con il Comitato territoriale Cgil Cisl e Uil, In treno per Auschwitz. L’appuntamento è riservato in maniera esclusiva agli studenti delle scuole.

E' una delle sopravvissute ad Auschwitz e da anni racconta la sua esperienza, lo farà a Cremona.
«Venerdì (16 febbraio, ndr) ero in un liceo romano. Io sono una testimone volontaria. Sono una nonna che racconta ai suoi nipoti quello che le è accaduto. Ad un certo punto ho avvertito il dovere morale di testimoniare quello che mi era accaduto. Mi stanno molto a cuore i ragazzi che incontro, mi sforzo di far capire che quello che loro studiano sui libri è reale, è accaduto».

Una sottolineatura sempre più necessaria?
«Questo oggi è tanto più importante perché si moltiplicano i segnali di una riscrittura della storia che mette in dubbio quello che è accaduto ad Auschwitz. C’è poi un rigurgito di movimenti neofascisti che avanzano un po’ in tutta Europa ma anche da noi. Per questo credo che testimoniare quello che è successo nel 1938 e poi dopo con le deportazione e l’orrore dei lager sia necessario, un dovere per chi c’era».

Anche se è doloroso, è un modo per non mettere mai a tacere il ricordo…
«Primo Levi disse che da Auschwitz non si esce mai. Ed è così».

Anche per lei?
«Sì. Auschwitz al di là delle persone amate che hai lasciato là, per me è tutto e niente. Sono i volti, i cani, le divise, il fuoco, le urla…».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

18 Febbraio 2018