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Venerdì 16 Novembre 2018

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INDAGINE DEI CARABINIERI

Arrestati gli spacciatori della banda 'Nutria', la tana era Cremona

Da mesi avevano monopolizzato lo spaccio tra la zona Po del capoluogo lombardo e i canali della Bassa piacentina

Arrestati gli spacciatori della banda 'Nutria', la tana era Cremona

CREMONA - Da mesi avevano monopolizzato lo spaccio tra la zona Po del capoluogo lombardo e i canali della Bassa piacentina. Con questa operazione i Carabinieri hanno ragione di ritenere di aver sradicato un fiorente giro d’affari. Decine i clienti, in maggioranza cremonesi. I Carabinieri della Compagnia di Cremona, guidati dal maggiore Rocco Papaleo, nel pomeriggio di ieri, venerdì 16 febbraio, con un’irruzione in un appartamento di edilizia popolare in  via Rivelli, hanno tratto in arresto flagranza reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti:

⦁ C.Z., nato in Marocco cl. 1998, in Italia senza fissa dimora;
⦁ L.A., nato in Marocco cl. 1989, in Italia senza fissa dimora;
⦁ E.Y., nato in Marocco cl. 1989, in Italia senza fissa dimora;

Nella disponibilità dei tre sono stati trovati 70 grammi eroina suddivisi in dosi contenute all’interno di un sacchetto di plastica sottovuoto, 5 grammi della stessa sostanza all’interno di un involucro di cellophane, 60 grammi di cocaina suddivisi in dosi contenute all’interno di un sacchetto di plastica sottovuoto e altri 5 contenuti all’interno di un involucro di cellophane. Sono stati trovati anche materiale idoneo per confezionare le dosi e 3.100 euro in contanti

Un vero e proprio market delle droghe pesanti, individuato dall’azione info investigativa dei militari che negli ultimi tempi si erano accorti della costante presenza di noti tossicodipendenti ed assuntori occasionali di sostanze stupefacenti nella zona Po di Cremona. Nel corso degli ultimi due mesi, i militari difatti, hanno più volte segnalato giovani residenti in città e provenienti dai centri della provincia nonché da quelli della limitrofa Piacenza perché sorpresi a detenere modiche quantità di cocaina ed eroina.

Gli accertamenti svolti, hanno dimostrato come il gruppo criminale, appropriatosi di una zona rivierasca, alle porte di Cremona, l’avevano trasformata in una vera e propria centrale di spaccio di eroina e cocaina con un’utenza impressionante tra clienti giovani e meno. Preoccupante il fenomeno del ritorno prepotente delle dipendenze da eroina, ora non più consumata con le siringhe, ma sniffata, inalata o fumata come già avviene per la cocaina.

Il giro di affari della piazza, si aggirava intorno ai 5000 euro al giorno, con un ricavo netto, per i tre, di circa 1500000 euro al mese. La droga sequestrata all’ingrosso vale circa 15000 euro.

L’ATTIVITÀ D’INDAGINE
In merito al fatto che alcuni soggetti di nazionalità nordafricana, domicilianti e provenienti da Milano zona “Mecenate”, stazionassero nell’area rivierasca o nell’area agreste di Castelvetro Piacentino, sino a spingersi sulle rive del Po tra i Comuni di Caorso e Monticelli d’Ongina, e nelle aree agresti dei centri di Olza (non a caso molti assuntori, nel corso degli accertamenti li hanno definiti come i “le nutrie di Olza!” o “pusher di Olza”), San Giuliano e San Pedretto e fossero quotidianamente dediti allo spaccio di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” ed “eroina”, previo appuntamento telefonico, i Carabinieri di Cremona avevano assunto informazioni già dalla mese di novembre 2017. Malgrado l’effettuazione di numerosi servizi di pattugliamento anche in abiti civili, tesi al riscontro delle notizie acquisite, le prime attività di monitoraggio restituivano esito negativo in quanto, le “basi di spaccio”, scelte dai tre risultavano accessibili sola da strade sterrate che evidentemente consentivano loro di allontanarsi alla vista di vetture in avvicinamento alla zona in assenza di appuntamenti telefonici fissati. Solo la predisposizione di controlli di sicurezza fittiziamente casuali consentiva di rinvenire in diverse occasioni clienti in possesso di sostanza stupefacente e dimostrare così che i tre spacciatori distribuivano, come detto, sia cocaina che eroina. Da lì l’avvio degli approfondimenti che hanno consentito di appurare che l’eroina era ceduta a 20 euro a dose (circa un grammo), mentre la cocaina a 60/80 euro a dose (circa mezzo grammo).

LA MODALITÀ DI SPACCIO
L’insediamento di tali attività criminose, nelle citate aree della periferia di Cremona, ha determinato un forte afflusso di tossicomani provenienti anche dalla vicina provincia di Piacenza. Il modus operandi di questa batteria di magrebini, è quello tipico dello smercio di stupefacenti. La scelta dei luoghi di spaccio veniva agevolata da alcuni loro connazionali e tossicomani che vivono a Cremona e che conoscevano bene la zona e per cui sono tutt’ora accertamenti in corso. Non a caso anche in questa occasione, avendo compreso che la “morsa” dei militari cremonesi si stava stringendo su di loro, avevano individuato quale “tana”, o rifugio per i propri loschi affari, un appartamento di via Rivelli, nelle disponibilità di una coppia di tossicodipendenti del posto. L’appartamento veniva usato sia per base logistica, ed in particolare per il taglio ed il confezionamento delle dosi, che spesso quale “alcova” discreta e defilata, per attendere l’arrivo di qualche cliente “pulito” e con auto in regola, che in cambio della dose si offriva come servizi “taxi” per accompagnarli nella “piazza” di spaccio prescelta.
I luoghi venivano scelti in maniera certosina poiché dovevano essere controllabili dagli spacciatori in modo da prevenire i controlli delle forze di Polizia e garantire una fuga immediata. Prima del reperimento del citato appartamento, gli spacciatori raggiungevano il capoluogo lombardo in auto ed in molti casi per non lasciare il mezzo vicino alla piazza di spaccio scelta, si facevano portare a lavoro da alcuni tossicodipendenti che dopo averli prelevati nella zona della stazione ferroviaria o del parco del Po, li accompagnavano sul posto di “lavoro” scelto per quella determinata giornata. Gli accompagnatori risulta siano stati pagati con dosi di sostanze stupefacente.
Gli spacciatori avevano l’abitudine a nascondere lo stupefacente in buoni quantitativi sotterrandolo in modo tale da poter muoversi più tranquillamente ma l’evolversi dell’azione dei militari cremonesi, ha permesso di capire quando giungevano i rifornimenti e pertanto intercettare la droga come è successo ieri pomeriggio. Gli spacciatori giungevano sui luoghi di spaccio direttamente con telefoni con la rubrica piena dei numeri dei clienti della zona e una volta sul posto li contattavano tramite sms e “cripticamente” gli facevano sapere che avevano droga di ottima qualità. Da questo numero, una volta contattati, fornivano indicazioni per raggiungere i luoghi di spaccio e ricevevano gli ordinativi di “bianca” o la “bella” (cocaina) e “scura” o la “brutta” (eroina).

Sequestrata anche una pistola giocattolo, forse utilizzata per incutere timore ai clienti con i quali avevano eventuali discussioni sulla qualità, quantità o sulle modalità di pagamento della sostanza ceduta. O anche per “difesa” da altre bande operanti nella stessa zona considerato che tali gruppi sono soliti farsi agguati a vicenda per procacciarsi le sostanze o per “guadagnare” il predominio su una determinata piazza di spaccio.

I Carabinieri della Compagnia di Cremona, stanno continuando gli accertamenti finalizzati ad identificare i complici del gruppo di spacciatori arrestati nonché ad identificare il maggior numero possibile di clienti che si aggira sull’ordine di un centinaio.

I tre sono stati dichiarati in arresto ed espletate formalità di rito, sono stati trattenuti ristretti presso le camere di sicurezza della caserma “S. Lucia” in attesa celebrazione rito direttissimo previsto per questa mattina.

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18 Febbraio 2018