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Martedì 20 Novembre 2018

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CREMONA

Violenza, accusato dalla moglie
Si difende: 'Per lei ero poco islamico'

Tolti i figli a un papà senegalese che nega i maltrattamenti e ammette i litigi a causa della 'radicalizzazione' della compagna

Accusato di maltrattamenti, via i figli. Papà senegalese si difende e accusa la moglie: 'Per lei ero poco islamico'

CREMONA - Dallo scorso giugno i suoi tre figli di 7, 9 e 13 anni vivono con la loro madre in una struttura protetta. Glieli hanno tolto dall’oggi al domani, perché la moglie lo ha denunciato alla polizia locale per i continui maltrattamenti e per le violenze sessuali che avrebbe subito durante il matrimonio, dopo la nascita del primo figlio. «Un padre padrone, inidoneo a rivestire il ruolo di padre educatore».

L’uomo, un operaio senegalese di 48 anni, da venti in Italia, incensurato, giura di non aver mai alzato le mani sulla moglie, 37 anni. I litigi, quelli sì, «perché lei non mi considerava ‘sufficientemente islamico’», ha raccontato al suo avvocato Paolo Carletti. Perché «lei è diventata una musulmana radicalizzata, si è messa il velo, in internet ascolta le prediche di un imam francese, mi costringeva a farmi crescere la barba, obbligava i figli ad ascoltare solo la musica che voleva lei, ci proibiva di ascoltare la radio o di vedere la televisione».

L’uomo, che nel frattempo vede i figli nei colloqui con gli assistenti sociali presenti, giovedì 15 febbraio è comparso davanti al gup, Elisa Mobelli, per rispondere dei maltrattamenti.

Il procedimento è stato subito rinviato per «omessa notifica» all’avvocato Massimiliano Cortellazzi, il difensore della donna che si costituirà parte civile all’udienza del 10 maggio prossimo.

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15 Febbraio 2018