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Venerdì 16 Novembre 2018

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CREMONA. MASSACRO ALLO ZAIST

La furia omicida di Yongqin Wu: il piccolo ucciso perché "figlio degli amici di mia moglie cattiva"

Il 50enne pensava che la moglie non sbrigasse la pratica del rinnovo del passaporto perché non voleva che lui tornasse in Cina

La furia omicida  di Yongqin Wu: il piccolo ucciso perché "figlio degli amici di mia moglie cattiva"

La mannaia utilizzata per il doppio omicidio

CREMONA - Era iniziata martedì sera, la lite che ha poi scatenato la furia omicida di Yongqin Wu, il 50enne cinese, da tempo seguito dai servizi sociali e già in cura per problemi di natura psichiatrica, che mercoledì 24 gennaio ha ucciso a colpi di mannaia la moglie, la connazionale 46enne Aizhu Chen e il piccolo Wen Jun Ye, portato a dormire in quella casa dai genitori, che lavorano in un negozio di via Giuseppina. E proprio il litigio avrebbe convinto il figlio della coppia, 13enne, a rimanere a casa. In sostanza, come ha riferito lui stesso agli inquirenti, si era accorto che i genitori stavano litigando in modo più violento del solito e per questo aveva deciso di restare a casa, nel tentativo di mediare. I carabinieri lo hanno trovato sulle scale. E dall'interrogatorio di garanzia emerge un particolare che aggiunge orrore ad orrore: il piccolo Wen Jun Ye sarebbe stato colpito volontariamente. Il motivo lo ha riferito lo stesso assassino, spiegando di averlo colpito perché "figlio degli amici di mia moglie cattiva". Il movente: resta quello del passaporto da rinnovare. Il cinese pensava che la moglie non sbrigasse quella pratica perché non voleva che lui tornasse in Cina. Ma anche in questo caso, emerge un dettaglio incredibile: proprio l'altro ieri mattina, il giorno del delitto, Aizhu Chen aveva appuntamento al consolato cinese di Milano: per il rinnovo. Oggi pomeriggio, giovedì 25 gennaio, è fissata l'autopsia sul cadavere della 46enne.

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25 Gennaio 2018