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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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CREMONA

La scelta di Nicolò: "Rinuncio agli Usa, sto con i miei bimbi"

Govoni dice 'no' alla proposta della State University of New York e resta altri sei mesi nel campo profughi di Sàmos

La scelta di Nicolò: "Rinuncio agli Usa, sto con i miei bimbi"

Nicolò Govoni con un suo alunno

CREMONA - Nicolò Govoni, classe 1993, ex studente del Manin, laureatosi alla facoltà di giornalismo presso Symbiosis International University, a Pune, in India, folgorato, ancor prima di finire il liceo, dalla realtà del piccolo orfanotrofio Dayavu Boy’s Home e da più di un anno impegnato nel campo profughi di Sàmos, in Grecia, ha detto no a quella che per molti poteva essere l’occasione della vita. L’ex studente del Manin, innamorato della scrittura e mosso da una naturale ed entusiastica predisposizione ad aiutare il prossimo, affida al suo profilo Facebook la decisione di rifiutare quello che molti mai e poi mai rifiuterebbero: «Sono stato ammesso alla State University of New York, ma ho deciso di rinunciare. Lo faccio per i miei bambini, perché so che non hanno nessun altro al mondo, soltanto me». E i bambini di cui parla sono quelli che arrivano come rifugiati nel campo di Sámos, in Grecia. E ciò che Govoni esprime sul suo profilo dà conto di una scelta ponderata e di un impegno consapevole nei confronti di quelli che lui chiama ‘i suoi ragazzi’: «Resto con loro, che sono sfuggiti alle bombe e all’estremismo di Isis, e hanno pianto almeno un fratello o un genitore ingiustamente trucidato dall’uno o dall’altro orrore e, disperati, hanno cercato rifugio in Europa, casa nostra, solo per essere rinchiusi in un lager». Govoni racconta così la decisione di dire no all’ammissione nel prestigioso ateneo statunitense : «Sogno questa università da tutta una vita, certo, ma come posso andarmene, quando so che il mio lavoro qui sta salvando delle vite? — scrive —. Ho dunque accettato l’incarico, e per i prossimi sei mesi coordinerò un programma educativo per bambini rifugiati. Nella classe che ho creato ho visto bambini ritrovare la voglia di vivere, e per questo non ho il cuore di voltare loro le spalle prima di saperli al sicuro. È stata un’ardua scelta quella di rimandare i miei studi del Master, eppure è la cosa giusta da fare. E nel momento in cui ho deciso, le porte delle possibilità si sono spalancate nella mia mente: nei prossimi sei mesi, lo giuro, cambierò totalmente la vita di questi bambini». Ed è la franchezza di una decisione libera che Govoni comunica con entusiasmo: «E come spesso capita, mai mi sono sentito tanto appagato, mai mi sono sentito così felice prima d’ora. Questo è ciò che di più importante io abbia mai fatto — scrive —. Non sto rinunciando a un sogno, sto abbracciando la mia chiamata: dedicare la mia vita a chi ha bisogno di me». E l’impegno di Govoni è concreto — come spiega in un post di domenica in cui fa sintesi dell’esperienza al campo e pensa al futuro, chiamando i suoi ‘amici’ a sostenere l’impresa attraverso la sua onlus Humans of Cremona: «Quattro mesi fa ho creato questo programma di studi per bambini fuggiti dalla guerra in Siria e in Iraq. Oggi questa classe ha ridato la vita a tutti i miei bambini. Ho assistito a miracoli, tra queste quattro mura, miracoli che non sono accaduti grazie a me, ma attraverso di me. Ora voglio trasformare questa classe in una vera e propria scuola — scrive —. Il budget servirà ad acquistare 25 banchi di scuola, 25 sedie, una nuova lavagna, una cattedra per l’insegnante, un proiettore professionale».E per far capire cosa c’è in gioco in questo darsi agli altri, racconta: «M., un mio studente, quando ha saputo di poter partire per Atene, si è trovato spiazzato, quello che aveva sempre sognato: andarsene ora non lo allettava più. M. ha trascorso un anno bloccato su quest’isola pregando di poter continuare il suo viaggio verso una vita nuova, ma dopo cinque mesi nella mia classe, è scoppiato in lacrime, con il desiderio di restare. A mia volta, ho pianto a dirotto. Questa missione è il lavoro più duro che abbia mai fatto, ma mi fa amare la vita».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

18 Gennaio 2018

Commenti all'articolo

  • arcelli

    2018/01/18 - 17:05

    Commovente ed esempio ai tanti suoi coetanei allo sbando e dediti a distruggere delle vite. Tanta salute e fortuna caro Nicoló!!!

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  • angelo

    2018/01/18 - 14:02

    esistono ancora le brave persone! complimenti a questo giovane insegnante.

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