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Giovedì 15 Novembre 2018

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CREMONA

Polizze fantasma, il caso si allarga

Il 'buco' sfiora i 3 milioni di euro: dalle indagini emerge che Romani avrebbe fatto operazioni anche a mandato revocato

Il 'buco' sfiora i 3 milioni di euro: dalle indagini emerge che Romani avrebbe fatto operazioni anche a mandato revocato

Il tribunale di Cremona

di Francesca Morandi

CREMONA - Le verifiche sono ancora in corso, ma già confermano le dimensioni dello scandalo. Perché Franco Romani, l’ex insospettabile sub agente di Generali Italia Spa (agenzia di corso Settembre 65), un passato come allenatore della Juvi basket, il 20 dicembre denunciato per appropriazione indebita aggravata e per truffa aggravata, avrebbe negli anni intascato o mandato in fumo, non si sa, una cifra che si aggira intorno ai tre milioni di euro. E sarebbe una cifra in difetto.
Ma nella storia di polizze fantasma, quietanze contraffatte ad arte o premi mai girati alla Compagnia Generali Italia in caso di polizze vere, c’è dell’altro. Dalle verifiche in corso, pare che Romani abbia continuato ad operare nonostante la revoca del mandato. E’ storia recentissima, visto che in dicembre, ai suoi 590 clienti , l’agente Angelo Ronca aveva inviato una lettera, informandoli che «a far tempo dal 7 dicembre il signor Romani Franco non fa più parte dell’attuale struttura... Pertanto il predetto Signor Romani Franco non è più autorizzato ad incassare premi, a ricevere pagamenti, a proporre la stipulazione di alcun tipo di contratto assicurativo e ad effettuare qualsiasi operazione in nome e per conto di codesta Agenzia». Dei 590 clienti sia cremonesi che bresciani (Romani aveva infatti il mandato anche per la ricca bassa bresciana), il 30 per cento sarebbe stato vittima dell’insospettabile Romani truffato. Nell’elenco dei risparmiatori traditi dal sub agente c’è anche un avvocato della bassa bresciana. Lo stesso che il 14 dicembre scorso ha segnalato all’agenzia di Ronca una ventina di clienti.
Quella di Romani non era un’attività improvvisata. Da quasi vent’anni lavorava per Ronca che lo aveva assunto il primo marzo del 1999. In tutti questi anni mai un sospetto, mai una lamentela. Un comportamento apparentemente irreprensibile.
Il castello di carte è crollato alla fine di novembre, quando all’agente Ronca sono arrivate critiche sui prodotti assicurativi che la Compagnia avrebbe asseritamente offerto ai clienti. Le verifiche hanno svelato il «sistema Romani», riversato nelle 20 pagine di querela presentata in procura dall’avvocato Marco Gamba, legale dell’agente Ronca, parte lesa come i clienti, ipotizzando i reati di appropriazione indebita aggravata e truffa aggravata continuata.
C’è il caso delle polizze fantasma, ossia prodotti assicurativi spacciati da Romani come emessi dalle Generali. Il giochino sarebbe stato il seguente: Romani si faceva consegnare dagli ignari clienti i premi, rilasciando loro quietanze false, confezionate ad arte, per non destare sospetti. Il denaro però se lo intascava lui. E’ l’ipotizzata truffa aggravata continuata.
E c’è il caso in cui le polizze erano sì vere, i clienti versavano a Romani i premi obbligatori per le prime tre annualità, ma lui, anziché girarli all’ assicurazione, si tratteneva indebitamente gli importi riscossi. Mettendo così la Compagnia nelle condizioni di stornare le polizze.

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02 Gennaio 2018