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Giovedì 22 Novembre 2018

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PROCESSO AEMILIA

"Ecco gli affiliati", nomi e ruoli, Lamanna il 'padrino'

Il pentito Salvatore Muto prosegue la sua deposizione in videoconferenza da una località segreta. La sua testimonianza sta rappresentando uno dei passaggi più importanti contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord

"Ecco gli affiliati", nomi e ruoli, Lamanna il 'padrino'

La notte dell’operazione Aemilia

Nomi e cognomi di decine di affiliati e ‘battezzati’ residenti fra Piacentino e Cremonese, che appartenevano alla cosca Grande Aracri e facevano riferimento al «padrino» Francesco Lamanna. Li ha svelati lunedì 20 il collaboratore di giustizia Salvatore Muto, che giovedì 23 a Reggio Emilia proseguirà la sua deposizione, in videoconferenza da una località segreta. La sua testimonianza sta rappresentando uno dei passaggi più importanti del processo Aemilia contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord, soprattutto perché ha parlato dei ruoli all’interno dell’organizzazione. Di Lamanna, a sua volta residente a Cremona, ha detto che «era stato messo da Nicolino Grande Aracri». Di Lamanna ha detto inoltre che era «un padrino come Nicolino Sarcone e Alfonso Diletto, una delle cariche più alte» perché «potevano agire all’interno della nostra associazione e potevano confrontarsi con esponenti di altre associazioni». Muto ha anche parlato del passato della sua famiglia, citando lo zio a cui fu incendiata una macchina e messa una bomba in un’altra.

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22 Novembre 2017