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CREMONA

La contraffazione dilaga, allarme dell'Ascom

"Acquistare merce contraffatta non significa aiutare, non significa risparmiare, significa soltanto alimentare una catena criminale con costi sociali altissimi». Appello alle istituzioni: "Fare di più"

La contraffazione dilaga, allarme dell'Ascom

Sequestro di merce contraffatta

CREMONA - Come ogni anno Confcommercio ha organizzato la Giornata ‘Legalità mi piaci’. Una mobilitazione per contrastare l’abusivismo commerciale e la contraffazione e, allo stesso tempo, una denuncia dell’impatto che – analisi e dati alla mano – questi fenomeni hanno sull’economia, alterando il mercato ed alimentando sommerso e criminalità. «Dai dati presentati - si legge nella nota diffusa da Confcommercio Cremona - emerge che, almeno nella percezione delle imprese, la situazione è peggiorata rispetto ai dodici mesi precedenti. A Cremona vede una deriva di illegalità un’azienda su 4 (il 26%) mentre solo meno di una su dieci (7%) registra un miglioramento. Come a livello nazionale, anche a livello locale abusivismo, furti e contraffazione sono i fenomeni maggiormente percepiti in aumento. Sono le ragioni che hanno spinto l’80% delle imprese ad adottare misure di prevenzione e tutela. Una su due ha scelto sistemi di videosorveglianza e impianti di allarme, una su quattro ha la vigilanza privata e una su sei la vetrina corazzata. Per alcune categorie si tratta di un’urgenza particolarmente impellente. Si tutelano il 95% dei tabaccai e l’84% dei benzinai».
«Serve una più forte cultura della legalità che è un prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo - spiega Vittorio Principe, presidente di Confcommercio Cremona –. Il nostro territorio non è un’isola felice. E’ necessario rafforzare l’impegno su questi temi, con una più stretta collaborazione tra forze dell’ordine e imprese. Attraverso questa giornata lanciamo un appello alle ‘istituzioni: si deve fare di più». Per Confcommercio «è ormai dimostrato che acquistare merce contraffatta non significa aiutare, non significa risparmiare, significa soltanto alimentare una catena criminale con costi sociali altissimi». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

22 Novembre 2017

Commenti all'articolo

  • enrico

    2017/11/23 - 12:12

    Saranno pure prodotti contraffatti ma un giubino in negozio €400/600 e se leggi l'etichetta e prodotto in Asia e dintorni dai venditori €70 e magari prodotto a Napoli cioè in Italia dunque l'ipocrisia mettetela da parte e guardiamo la realtà non c'è lavoro non ci sono soldi...

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  • cristian

    2017/11/23 - 09:09

    Ma se non aiutiamo le "RISORSE" che producono e vendono merce contraffatta ( sotto gli occhi delle "autorità" compiacenti) , andremo ugualmente in "PARADISO"? Oppure veniamo etichettati come "razzisti"? La Galleria XXIII Marzo, e i due mercati settimanali, sono sempre colmi di questi "onesti venditori colorati"... e se chiamo i vigili urbani che stanno tranquillamente chiacchierando davanti al Duomo, mi ridono pure in faccia! Per non parlare dei negozianti che li fanno tranquillamente posizionare davanti alle loro vetrine, con tutte le loro "porcherie tarocche" in vendita. ( poi alcuni hanno pure il coraggio di lamentarsi dei negozi che chiudono in centro). VERGOGNATEVI ! Sbaraini Cristian

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