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Domenica 19 Agosto 2018

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LA STORIA. OCEANO INDIANO

Pirati scovati e presi, due giorni di caccia in mare. Il racconto dell'ufficiale cremonese Tavella

A bordo della Fregata Virginio Fasan. Due assalti falliti, l’abbordaggio dei fucilieri del San Marco. In custodia dicono di tifare Juve, Inter e Milan e conoscono i colori della Cremonese

Pirati scovati e presi, due giorni di caccia in mare

Lorenzo Tavella, capitano di Vascello della Marina Militare Italiana

Da bordo della Fregata Fasan, Bacino Somalo Presi. Il 19 novembre, la Fregata Virginio Fasan ha catturato in pieno Oceano Indiano sei sospetti pirati somali che, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato qualche ora prima l’abbordaggio di una portacontainer e di un peschereccio d’altura. Ciò che segue è il racconto vissuto in diretta di ciò che è successo.

di Lorenzo Tavella *
Proprio quando la nostra missione sta volgendo al termine senza aver registrato alcun serio incidente di pirateria, l’informazione giunge improvvisa a bordo, scuotendo il consueto briefing serale. Dal Centro di Coordinamento antipirateria in Bahrein ci comunicano che una portacontainer panamense, un ‘bestione’ di 300 metri di lunghezza, è stata attaccata a colpi di lanciarazzi a circa 320 miglia nautiche a Sud Est dalle coste somale, all’altezza di Mogadiscio. L’attacco è stato respinto solo perché la nave adottava le misure antipirateria consigliate. Nel caso in questione filo spinato lungo tutto il suo perimetro per non farsi abbordare dai pirati.
Un rapido sguardo alla carta nautica. Siamo alquanto distanti dal luogo dell’evento ma la decisione del Comandante dell’Operazione Atalanta, Contrammiraglio Fabio Gregori, imbarcato sul Fasan, è fulminea: dirigere subito sul punto dell’attacco. Si tratta di trovare due barche di circa tre metri disperse su di una superficie di mare grande più o meno quanto l’Austria. Ma la scelta si rivelerà vincente.
Mentre la Fregata Fasan naviga alla massima velocità verso la posizione indicata, un aereo da pattugliamento spagnolo, l’occhio della nostra Task Force, decolla da Gibuti con il compito di sorvolare il tratto di mare interessato per effettuare una ricerca aerea.
Nel frattempo acquisiamo la notizia che, nella stessa zona, un peschereccio oceanico con bandiera delle Seychelles è stato attaccato, anche in questo caso senza successo, da un gruppo di pirati. Contatto immediato con l’imbarcazione, rapido scambio d’informazioni e subito accertiamo che i pirati, questa volta respinti dal team di sicurezza imbarcato, hanno le stesse caratteristiche di quelli descritti dal Comandante della portacontainer. I dati incrociati dei due falliti attacchi e le moderne tecnologie permettono di restringere gradualmente il cerchio, nonostante l’ampiezza dell’area di ricerca. Ormai i pirati sono in trappola.
La sera del 18 novembre, l’elicottero NH-90 del Fasan individua due piccole imbarcazioni in una posizione correlabile con quella degli avvenuti attacchi.
In un’alba appiccicosa e con mare piatto, i nostri fucilieri di marina del San Marco, coperti dall’elicottero, abbordano i due barchini. Quanto rinvenuto durante l’ispezione, i riscontri fotografici e le testimonianze degli equipaggi delle navi attaccate, permettono di identificare, con un buon grado di certezza, le due imbarcazioni come quelle responsabili degli attacchi dei giorni precedenti.
La circostanza, abbinata alle lacunose spiegazioni fornite dai sei sospettati, porta quindi al fermo dei sospetti pirati e al loro trasferimento a bordo della nostra nave. Da qui, molto probabilmente, saranno trasferiti in uno di quegli Stati dell’Oceano Indiano con cui la UE ha stretto accordi internazionali, per essere poi processati.
Due giorni adrenalinici si concludono così. I sospetti pirati sono sotto sorveglianza nello spazio di bordo loro assegnato. Per ragioni professionali devo conoscerli. Più che spavaldi sembrano intimiditi. Smozzicano qualche parola d’inglese. Per esperienza so che da queste parti, e non solo, l’unico argomento comune per rompere il ghiaccio può essere solo il calcio. E così è. Qualcuno tifa Juve, altri Milan e Inter. Sanno tutto del nostro campionato. Hanno sguardi miti e non crudeli come ti aspetteresti dai pirati, sono sorridenti e, a loro modo, simpatici. I miei stereotipi salgariani sulla ferocia dei pirati vacillano. Crolleranno del tutto poco dopo, quando il più giovane mi saprà anche dire quali siano i colori sociali della Cremonese.

*Capitano di Vascello della Marina Militare Italiana

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22 Novembre 2017