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Sabato 10 Dicembre 2016

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Mariani, i 15mila euro nell'armadio e i rapporti con Lucchina e Guarischi

Mariani, i 15mila euro nell'armadio e i rapporti con Lucchina e Guarischi

Simona Mariani

CREMONA - «Il mio interfaccia in Regione per questa vicenda era solo Lucchina», direttore generale della sanità lombarda, ed «è vero che la procedura (...) è stata particolarmente veloce». Così Simona Mariani ha spiegato ai pm il finanziamento da 8 milioni per l'ospedale, stanziato dal Pirellone. Mariani, indagata per corruzione e turbativa d' asta nell'inchiesta che ieri ha portato in carcere 7 persone, tra cui l'ex consigliere regionale Massimo Guarischi e l'ex direttore de La Padania Leonardo Boriani, è stata interrogata ieri dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio. 
Sempre ieri, nel corso delle perquisizioni, gli investigatori della Dia hanno trovato 15 mila euro in contanti in un armadio a casa della dirigente. «Quanto alle somme di denaro rinvenute in un armadio blindato - ha chiarito la donna - la somma di 5350 euro è quanto prelevato in più riprese nel corso di due/tre anni da mia sorella (...) presso un conto corrente per accrediti di canoni di locazioni dell'appartamento in Roma a entrambi intestato». Mentre i restanti 10 mila euro, ha spiegato, erano soldi che lei custodiva «su richiesta del mio compagno».
A
Nell'interrogatorio Mariani ha ricostruito l'origine della sua conoscenza con Guarischi (sarà interrogato venerdì dal gip), che secondo l'accusa era una sorta di «grimaldello» per sbloccare gli stanziamenti regionali, la vicenda del finanziamento all'ospedale di Cremona, ha parlato di incontri in Regione e del ruolo di Lucchina. «Conosco Guarischi dal 1995 per ragioni politiche all'interno del partito Forza Italia. Io all'epoca ero stata eletta consigliere regionale», ha raccontato la donna. E ha spiegato di aver conosciuto l'imprenditore della Hermex Giuseppe Lo Presti (arrestato, sarà interrogato oggi dal gip) «verso la fine del 2011 in quanto presentatomi da Guarischi». I due le parlarono della «possibilità» di chiedere un finanziamento regionale per l'acquisto di «un acceleratore lineare cosiddetto 'Verò con caratteristiche avanzate» per la diagnostica tumorale. «A quel punto - ha aggiunto - verso la fine del 2011 sono andata a parlare con Lucchina (...) chiedendo se era possibile ottenere una finanziamento da parte della Regione». Dopo un pò, ha proseguito, «ho saputo che era stato deliberato il finanziamento regionale per la parte di 8 milioni di euro».Gli inquirenti hanno chiesto alla donna a che titolo parlasse con Guarischi della procedura di finanziamento e lei ha risposto: «Non aveva ruoli formali nè in Regione nè presso la Hermex (...) era lui che mi aveva presentato Lo Presti». I pm le hanno contestato anche un «incontro nel bar presso la Regione Lombardia con Lo Presti Giuseppe» e la donna ha parlato anche di «incontri tra me e Guarischi» negli uffici del Pirellone. «La mia assistita ha negato di aver mai preso somme di denaro - ha chiarito il suo legale, l'avvocato Davide Steccanella - e ha ribadito la legittimità del suo operato».Oggi il gip interrogherà anche uno dei figli di Lo Presti, Gianluca. Domani saranno interrogati l'altro figlio, Salvo Lo Presti, Boriani e Pierluigi Sbardolini, ex direttore amministrativo del San Paolo di Milano. Venerdì sarà la volta di Guarischi e Luigi Gianola, direttore dell'azienda ospedaliera di Sondrio. 
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Nell'interrogatorio Mariani ha ricostruito l'origine della sua conoscenza con Guarischi (sarà interrogato venerdì dal gip), che secondo l'accusa era una sorta di «grimaldello» per sbloccare gli stanziamenti regionali, la vicenda del finanziamento all'ospedale di Cremona, ha parlato di incontri in Regione e del ruolo di Lucchina. «Conosco Guarischi dal 1995 per ragioni politiche all'interno del partito Forza Italia. Io all'epoca ero stata eletta consigliere regionale», ha raccontato la donna. E ha spiegato di aver conosciuto l'imprenditore della Hermex Giuseppe Lo Presti (arrestato, sarà interrogato oggi dal gip) «verso la fine del 2011 in quanto presentatomi da Guarischi». I due le parlarono della «possibilità» di chiedere un finanziamento regionale per l'acquisto di «un acceleratore lineare cosiddetto 'Verò con caratteristiche avanzate» per la diagnostica tumorale. «A quel punto - ha aggiunto - verso la fine del 2011 sono andata a parlare con Lucchina (...) chiedendo se era possibile ottenere una finanziamento da parte della Regione». Dopo un pO', ha proseguito, «ho saputo che era stato deliberato il finanziamento regionale per la parte di 8 milioni di euro».Gli inquirenti hanno chiesto alla donna a che titolo parlasse con Guarischi della procedura di finanziamento e lei ha risposto: «Non aveva ruoli formali nè in Regione nè presso la Hermex (...) era lui che mi aveva presentato Lo Presti». I pm le hanno contestato anche un «incontro nel bar presso la Regione Lombardia con Lo Presti Giuseppe» e la donna ha parlato anche di «incontri tra me e Guarischi» negli uffici del Pirellone.
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«La mia assistita ha negato di aver mai preso somme di denaro - ha chiarito il suo legale, l'avvocato Davide Steccanella - e ha ribadito la legittimità del suo operato».Oggi il gip interrogherà anche uno dei figli di Lo Presti, Gianluca. Domani saranno interrogati l'altro figlio, Salvo Lo Presti, Boriani e Pierluigi Sbardolini, ex direttore amministrativo del San Paolo di Milano. Venerdì sarà la volta di Guarischi e Luigi Gianola, direttore dell'azienda ospedaliera di Sondrio.
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13 Marzo 2013

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