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Lunedì 19 Novembre 2018

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CREMONA

Strada Sud, le forze di maggioranza: 'Lo stralcio del progetto era nel programma elettorale'

La nota dei consiglieri: 'Siamo in linea con quanto abbiamo promesso agli elettori. Non ci sottrarremo al dibattito e proporremo altre soluzioni viabilistiche'

Strada Sud, le forze di maggioranza: 'Lo stralcio del progetto era nel programma elettorale'

CREMONA - "Nel programma elettorale con cui ci siamo presentati ai cittadini e con cui abbiamo vinto le elezioni nel 2014 abbiamo messo nero su bianco la nostra posizione: dentro ad un progetto ben definito di città, stralciare l’opera faraonica e irrealizzabile da 15 milioni di euro della Strada Sud a ridosso del parco del Po dal Piano di Governo del Territorio e lavorare per individuare soluzioni di mitigazione del traffico nel comparto di via del Giordano. Abbiamo confermato questa posizione nelle linee programmatiche discusse e votate in Consiglio comunale e nell’ordine del giorno discusso e approvato il 4 luglio 2016. La Giunta e la maggioranza, quindi, stanno facendo esattamente quello che hanno detto che avrebbero fatto e che è noto almeno dalla campagna elettorale". Con questa motivazione, le forze politiche di maggioranza in consiglio comunale ribadiscono la posizione dell'amministrazione in merito all'opera.

"Il referendum - continua la nota - che adesso un pezzo della minoranza sta proponendo è, dunque, politicamente strumentale. Non si tratterebbe di un si o un no alla Strada sud, ma di un sì o un no alla previsione della Strada sud, opera di cui si discute da vent’anni, per la quale non ci sono le risorse e che noi giudichiamo non risolutiva rispetto alle problematiche sollevate dai residenti che si troverebbero così in mezzo tra via Giordano e a soli 100 metri la nuova tangenziale, costruita in quello che ora è un polmone verde per la città e peggiorativa per i comparti a ridosso della nuova tangenziale (quartiere Po e area di San Sigismondo). Il Pgt è uno strumento di programmazione, che prevede un percorso partecipativo e che si sta attuando come previsto dalla normativa. Dov’erano i consiglieri di minoranza durante questo percorso? Se si sono 'distratti' e non hanno seguito abbastanza il tema, non è che adesso possono forzare il Consiglio Comunale proponendo con urgenza un referendum costoso per la collettività".

E ancora. "Comunque, non ci sottrarremo certo al dibattito e al confronto e anzi promuoveremo ancora  incontri informativi sull’opera e sulle conseguenze che essa avrebbe sull’intera città a partire dall’ultimo studio commissionato nel 2012 dalla Giunta Perri e costato alla collettività 200mila euro. Ma soprattutto lavoreremo a fianco dell’Amministrazione, per proporre e attuare soluzioni viabilistiche nel breve e nel medio periodo, per ridurre il traffico in via Giordano che è la vera risposta non ad un comparto, ma all’intera città. Con chiarezza, coerenza e concretezza. Senza prendere in giro i cittadini che sull’opera, alle elezioni e tramite i propri consiglieri eletti, si sono chiaramente espressi".
 
Per questi motivi, continuano i firmatari del documento, "di fronte alla richiesta da parte dei consiglieri Federico Fasani e Maria Vittoria Ceraso di un Consiglio comunale urgente con la proposta di deliberazione sul referendum, abbiamo rivolto alla Presidente del Consiglio le nostre osservazioni".

27 Ottobre 2017