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CREMONA

I clienti del pusher nigeriano: 'Alla Caritas tanti spacciatori'

Richiedente asilo ospite alla Casa dell'Accoglienza a processo per spaccio, in aula le testimonianze di sette consumatori di hascisc

I clienti del pusher nigeriano: 'Alla Caritas tanti spacciatori'

CREMONA - Il più giovane ha sedici anni, il più grande 38. Sei ragazzi di Cremona e dintorni; il settimo, il più vecchio, di Cantù, tutti consumatori di hascisc. La compravano da Endurance Yare, un nigeriano di 25 anni, richiedente asilo, ospite della Casa dell’Accoglienza. Uno, Endurance, che nel giro si sapeva che ti procurava l’hascisc. Tutti avevano il suo numero. L’appuntamento era quasi sempre a due passi dalla Casa dell’accoglienza, fuori e dentro il parco del Vecchio Passeggio, ad una sessantina-ottantina di metri dalla scuola media Campi.

Endurance non era l’unico ospite della struttura della Caritas che aveva messo in piedi un giro di spaccio. «Alla Casa dell’Accoglienza si sa che fanno quelle cose», dice Gianluca. «Alla Caritas ci sono un sacco di spacciatori, tanti pusher, non è che li puoi conoscere tutti», fa verbalizzare Simone di Cantù. L’uno e l’altro sono due dei sette clienti del pusher chiamati il 17 ottobre 2017, dal pm Francesco Messina a testimoniare al processo contro Endurance, in carcere per spaccio di droga, arrestato dai carabinieri lo scorso febbraio.

Il nigeriano resta in carcere. Il presidente di sezione Giuseppe Bersani (giudici a latere Giulia Masci e Francesco Sora) ha rigettato l’istanza del difensore Gianluca Monti di sostituire il carcere con una misura meno afflittiva e non custodiale. Endourance resta in carcere, «perché sussistono e permangono le esigenze cautelari che hanno dato luogo all’applicazione della misura in atto».

Il processo è stato aggiornato al 14 novembre per sentire i carabinieri che hanno fatto l’indagine e altri quattro clienti del pusher, uno dei quali, regolarmente citato per stamane, non si è presentato. Assente ingiustificato, il presidente Bersani lo ha sanzionato: 150 euro da versare alla cassa ammende.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

17 Ottobre 2017

Commenti all'articolo

  • PAMELA

    2017/10/17 - 19:07

    E Don Pizzetti cosa dice? ... Non è lui il responsabile della Casa dell'accoglienza? E non dovrebbe essere sempre lui a vigiliare e controllare che questi"finti profughi" si comportino correttamente ... oppure l'importante è solo riempirsi le tasche di quattrini grazie allo sprar?!

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  • Andrea

    2017/10/17 - 18:06

    Caritas....casa dello spaccio....interessante.... Personalmente i soggetti in primis che gestiscono questo postaccio mi fanno venire il vomito....compreso don Pezzetti....che schifo.

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  • Nicola

    2017/10/17 - 16:04

    Bisogna chiudere quel centro così come vengono giustamente chiusi i locali frequentati da delinquenti. Ma cosa pensate possano fare questi "bei giovanotti" tutto il giorno? Spacciano, rubano o rompono le palle, dunque ditemi voi se possiamo essere contenti che rimangano nel nostro paese.

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