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CREMONA

Via XI Febbraio, suore amareggiate: 'Saremmo a rischio'

Sono state attaccate dai residenti in merito alla questione traffico per non voler aprire un accesso secondario: 'Questione di sicurezza, non potremmo controllarlo'

Via XI Febbraio, suore amareggiate: 'Saremmo a rischio'

CREMONA - L’attacco dei residenti di via XI Febbraio alle suore responsabili della Sacra Famiglia, nero su bianco in un passaggio della lettera inviata al Comune nelle pieghe del confronto aperto sul caos traffico all’entrata e all’uscita dalle scuole della zona, è stato duro. Nei toni, più che nel contenuto: ‘Ci sia consentito dire — la critica riferita alla mancata disponibilità ad aprire un ingresso alternativo su via Santa Maria in Betlem, soluzione che potrebbe evitare congestione e sosta selvaggia lungo una strada che ‘sopporta’ anche i flussi di Realdo Colombo e liceo Munari — che questo tenace, caparbio atteggiamento nell’opporsi ad una soluzione da tutti auspicata, e che avrebbe migliorato l’insieme delle problematiche esistenti, assume agli occhi del ‘normale’ cittadino la connotazione di una ferrea volontà ostruzionistica, che mal si addice alla missione di un’istituzione cattolica e che fatalmente mortifica e offende il basilare concetto di umiltà e socialità. Ci pare un consapevole, pervicace spregio del crescente disagio da anni sopportato dai residenti e della salute pubblica, senza alcuna condivisione delle esigenze di legalità e sicurezza’.

La contestazione non ha lasciato insensibili le religiose, «amareggiate» e quasi «spaventate» da uno scenario di polemica, per la prima volta diretta, a cui non sono abituate. E del quale, par di capire, avrebbero fatto volentieri a meno. La replica, pacata, però arriva. A farsi carico della risposta è suor Liduina, all’anagrafe Pierina Maria Novali, madre superiore dell’istituto gestito dalla congregazione della Provvidenza per l’infanzia abbandonata. «È una questione di sicurezza. Mi spiego meglio: lo stabile in cui viviamo è grande, molto grande. E noi siamo solo in tre. Capite quanto sarebbe complicato garantire controllo e presidio ad un ulteriore ingresso. Una eventualità che ci preoccupa perché abbiamo avuto esperienze sgradite: abbiamo subito furti in passato; c’è gente che di notte suona e chiede di entrare, magari per avere un rotolo di carta igienica; e più di una volta ci siamo ritrovate con estranei nel palazzo. Insomma, non possiamo fidarci. Perché non avremmo le forze per presidiare adeguatamente la porta, fra l’altro affacciata ad un’area anche piuttosto buia».

28 Agosto 2017

Commenti all'articolo

  • enrico

    2017/08/29 - 10:10

    Il timore Delle suore e lo stesso di noi cittadini che ormai viviamo da anni invasi dai vostri fratelli e sorelle stranieri che qui portate e poi lascite girare per le città...

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