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CREMONA

Incendio e aggressione nel carcere di Cà del Ferro

Autore dell'episodio un detenuto di nazionalità marocchina che pretendeva di ottenere immediatamente un cambio di padiglione detentivo

Incendio e aggressione nel carcere di Cà del Ferro

Il carcere di Cremona in via Cà del Ferro

CREMONA - Nel tardo pomeriggio di sabato 12 agosto, un detenuto di nazionalità marocchina, autore di reati contro il patrimonio, pretendendo di ottenere immediatamente un cambio di padiglione detentivo, ha incendiato all'interno della cella alcuni effetti personali. Dalle fiamme sprigionatesi si è creata una densa nube di fumo tale da rendere necessaria l'evacuazione dell'intero Reparto detentivo. Gli agenti di Polizia Penitenziaria di Cremona sono intervenuti con grande tempestività e professionalità ponendo in sicurezza non solo gli altri detenuti ma lo stesso autore dell'insano gesto. Il detenuto però, prima di essere tratto in salvo, ha tentato di aggredire il personale intervenuto che non senza difficoltà è riuscito a bloccare il soggetto armato di una lametta. Purtroppo nelle operazioni di contenimento un agente ha riportato una ferita ad una mano e ad una gamba tanto da richiedere l'immediato accompagnamento presso l'ospedale cittadino.

“E’ stata un’esperienza allucinante, gestita con grande sangue freddo e professionalità dai bravi agenti di polizia penitenziaria”, commenta il segretario generale Sappe Donato  Capece. “Il grave fatto accaduto a Cremona conferma la tensione che continua a caratterizzare le carceri, al di là di ogni buona intenzione. Le carceri sono più sicure assumendo gli agenti di polizia penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

13 Agosto 2017

Commenti all'articolo

  • vittorio

    2017/08/14 - 09:09

    Al povero marocchino date l'indirizzo della Sboldrinova , sicuramente porrà fine alle sofferenze dell'arabo .

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  • They

    2017/08/14 - 07:07

    Riportarlo in Marocco punto e basta.

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