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Mercoledì 19 Settembre 2018

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L'INTERVENTO

Ventura: ' Marcinelle simbolo del sacrificio e delle difficoltà affrontate da decine di milioni di nostri emigrati'

Ventura: ' Marcinelle simbolo del sacrificio e delle difficoltà affrontate da decine di milioni di nostri emigrati'

Ricorre oggi la giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, istituita dal Presidente della Repubblica nel 2001, per celebrare, ricordare e onorare i tanti lavoratori italiani e il contributo economico, sociale e culturale delle loro opere. Una giornata fortemente voluta da Mirko Tremaglia,indimenticabile e grande Ministro degli Italiani nel Mondo. Ogni anno tutti gli Italiani, in qualsiasi parte del mondo si trovino, sono così chiamati a commemorare la tragedia di Marcinelle avvenuta l'8 agosto del 1956 nella miniera del “Bois du Cazier” in Belgio. Un devastante incendio causò la morte di 262 minatori di cui 136 italiani. La tragedia di Marcinelle è assurta a simbolo del sacrificio e delle difficoltà affrontate da decine di milioni di nostri emigrati: spesso con l'eroismo quotidiano di milioni di uomini e donne umili, ma estremamente determinati nel sostenere le loro famiglie e il loro paese, e allo stesso tempo desiderosi di inserirsi nei mondi nei quali arrivavano, per contribuire al progresso delle loro nuove Patrie.  Dopo 61 anni da quella tragedia il senso della memoria per i Caduti dell' Emigrazione Italiana acquista ulteriori e ancor più grandi significati. Marcinelle, come tante altre vicende drammatiche e ancora non rimarginate per la storia della nostra emigrazione, a partire dai linciaggi di New Orleans e delle Camargues, sino agli orrori giudiziari dettati da pregiudizi contro nostri migranti, come nel caso di Sacco e Vanzetti, e alle pesanti discriminazioni attuate ancora nella recente storia europea, devono essere di monito al Paese e al Governo. Non solo perché è sempre doveroso onorare la memoria degli emigranti italiani sospinti dalla ricerca di un futuro migliore per loro stessi  e per le proprie famiglie. Ma soprattutto perché la storia della nostra emigrazione, ricca di straordinari successi e intrisa al tempo stesso di dolore e di lacrime, entra come elemento fondante e costitutivo della nostra identità nazionale.

E' quindi doveroso riflettere alla circostanza che il nostro paese rappresenta attualmente una terra al tempo stesso di provenienza e di destinazione di flussi migratori. Mentre giovani e meno giovani di ogni regione d'Italia  raggiungono Germania, Regno Unito e molti altri paesi  per trovare un lavoro soddisfacente, quasi sempre basato sulla specializzazione e sul merito, appare sempre meno accettabile che il nostro paese non riesca ad attuare politiche serie e concrete per l'occupazione dei giovani, neppure per i più qualificati che trovano invece all'estero collocazione immediata. Ne' sono state varate riforme, annunciate inutilmente da un decennio, per facilitare sul piano fiscale ad esempio il rientro di connazionali che hanno acquisito all'estero un'esperienza formativa utile e richiesta in Italia.

Viviamo invece un periodo storico in cui gli italiani all'estero (una magnifica comunità di più di 4 milioni di persone) sono stati degni di attenzione, da parte dei governi di centro-sinistra, solo quando il loro voto sembrava determinante per poter vincere il rovinoso referendum costituzionale dello scorso dicembre. Ci ritroviamo oggi con un Governo che continua a reperire fondi per sostenere direttamente e indirettamente forti ondate migratorie sul nostro territorio dimenticando che nel mondo ci sono (si stima) circa 300.000 persone di origine italiana che, a causa della lentezza burocratica, sono in attesa di regolarizzare la loro cittadinanza. Giorgia Meloni e Giulio Terzi stanno da tempo facendo un importante lavoro, per rinforzare quel legame indissolubile che esiste e che sempre esisterà tra il nostro paese e tutti i nostri connazionali dislocati in ogni parte del mondo.

Attraverso una politica seria, che ci potrà portare a governare presto il nostro paese, potremo finalmente non solo ricordare doverosamente la dolorosa pagina di Marcinelle, ma potremo finalmente valorizzare un’identità culturale e nazionale che ha enormemente accresciuto il nostro ruolo nel mondo. Ecco perché la diffusione della lingua italiana, l’affermazione del nostro paese come protagonista assoluto nell'arte,  nella scienza, nella tradizione classica e nella modernità devono diventare una realtà di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi dentro e fuori dai nostri confini. Solo così potremo rivedere sventolare il nostro tricolore con tutta la dovuta fierezza.

08 Agosto 2017