il network

Mercoledì 26 Settembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Arrestato 36enne per sottrazione d’incapace e resistenza

L'uomo irrompeva nella casa della madre sfondando la porta in piena notte e portava con sé la nipote di 5 anni

Arrestato 36enne per sottrazione d’incapace e resistenza

CREMONA - I carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato, nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 agosto, un 36enne residente in città, in quanto responsabile di sottrazione di incapace ed altri reati. L’uomo verso le 2, irrompeva all’interno della casa della madre, sfondando la porta d’accesso; raggiungeva la stanza da letto della nipote di 5 anni e nonostante il tentativo di fermarlo, prendeva la bimba portandola via, vagando per la città. Mentre si trovava in viale Trento e Trieste veniva avvicinato da un passante che notava la presenza della minore parzialmente svestita e, dopo aver colloquiato con il 36enne, riusciva a convincerlo a raggiungere l’ospedale. Nel frattempo la nonna della bimba aveva provveduto ad allertare il 112 segnalando la sparizione della nipote ed iniziavano così le ricerche finché dall’ospedale non giungeva la richiesta di intervento. I militari, giunti prontamente nel nosocomio in contemporanea con la nonna, trovavano l’uomo in visibile stato di alterazione psichica che si scagliava contro la donna, rea di volerle portare via la nipote. I militari provvedevano a bloccare l’uomo ma nel contesto riportavano lievissime lesioni. Nella mattinata di giovedì 3 agosto si è celebrato il processo per direttissima e l'uomo è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

03 Agosto 2017

Commenti all'articolo

  • vittorio

    2017/08/04 - 09:09

    La confusione in questo " bel paese " è a livelli drammatici , peraltro nei settori più importanti per la garanzia quotidiana della nostra tranquillità . La magistratura da chiari segnali di discontinuità nel giudicare un reato basando le sentenze in base alle idee politiche degli stessi e non dal fatto contingente ( l'ultimo esempio l'accoltellamento del poliziotto a Milano giudicato come una biricchinata dato che l'africano non voleva uccidere ma solo giocare . Il signore dell'articolo, al contrario aveva intenzioni omicide perciò giusto il carcere . PROCESSI ALLE INTENZIONI = GIUDIZZI DEL MAGISTRATO DEL CASO , DIPENDRNTI DALL'UMORE COL QUALE SI è SFEGLIATO LA MATTINA . Leggendo l'articolo mi sembra un caso psichiatrico , ma il magistrato di turno si sarà svegliato male .

    Rispondi