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Mercoledì 26 Luglio 2017

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CREMONA

"L'anziana paziente non è a carico del Servizio sanitario"

Causa sulla retta promossa dal figlio di una donna ricoverata alla Opera Pia Luigi Mazza di Pizzighettone

Causa

L'ingresso della Fondazione Mazza di Pizzighettone

CREMONA - Chi deve pagare la retta della casa di riposo qualora la persona ricoverata non sia, ad esempio, malata di Alzheimer? L’Asl, la Regione, il Comune di residenza dell’ospite? La questione è dibattuta, perché, ad oggi, gli orientamenti dei tribunali sono diversi, tanto che sarebbe utile l’intervento delle Sezioni Unite per mettere ordine in una materia così delicata. «Un materia caratterizzata dall’evidente esistenza di contrasti giurisprudenziali». Lo scrive il giudice, Andrea Milesi, nelle tredici pagine di motivazione della sentenza, con cui ha rigettato l’opposizione al decreto ingiuntivo di pagamento di 12mila euro di differenza svolta nei confronti della Fondazione Opera Pia Luigi Mazza dal figlio di un’anziana ricoverata nella casa di riposo di Pizzighettone. «La retta mensile era sui 1.500/1.600 euro. Il figlio pagava 1.200 euro con la pensione e l’accompagnamento, non la differenza (50 euro al giorno all’epoca, cinque anni fa), ritenendo che non spettasse a lui», spiega l’avvocato Erminio Mola, legale della Fondazione. Da qui, la causa promossa contro la Fondazione, l’Ats Valpadana, la Regione Lombardia e il Comune di residenza della madre, sostenendo che «l’onere di versamento della parte di retta non coperta dal contributo versato dall’Asl alla Rsa graverebbe, a seconda della natura della prestazione concretamente prestata, sul Sistema sanitario nazionale o regionale, ovvero sul Comune di residenza della madre». Il figlio chiedeva di individuare e condannare «il soggetto legittimato al pagamento di quanto dovuto». Per il giudice Milesi, che in sentenza ha richiamato ‘l’Atto d’indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie’, le prestazioni rese dalla Fondazione Opera Pia Luigi Mazza non rientrano nella categoria delle prestazioni socio-sanitarie a elevata integrazione, cioè «tutte le prestazioni caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica e intensità della componente sanitaria»: patologie psichiatriche, patologie terminali, inabilità o disabilità conseguenti a patologie cronico-degenerative, tutte prestazioni erogate dalle aziende sanitarie e a carico del fondo sanitario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

17 Luglio 2017

Commenti all'articolo

  • mario

    2017/07/17 - 18:06

    Cavolo! Raffinatissime tecniche di marketing...

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  • mario

    2017/07/17 - 08:08

    E quindi? Non si capisce chi deve pagare!!! Si prega di essere più chiari nella stesura dell'articolo..

    Rispondi

    • 2017/07/17 - 10:10

      basta leggere l'intero articolo sul giornale

      Rispondi