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Venerdì 16 Novembre 2018

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MATURITA'

Studenti alle prese con Caproni, tecnologia, natura, futuro e gli anni '50 e '60

I commenti di alcuni ragazzi delle scuole cittadine

Studenti alle prese con Caproni, tecnologia, natura, futuro e gli anni '50 e '60

CREMONA - Caproni chi era costui? E poi tecnologia e lavoro, robotica e le nuove tecnologie, la natura tra idillio e minaccia, il boom degli anni Cinquanta e Sessanta: tracce considerate fattibili per il primo scritto dell’esame di maturità; promosse sia da prof che studenti. Plauso per i temi trattati anche da Valentina Aprea, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, in sintonia con lo sforzo dell’amministrazione di mettere al centro delle politiche del lavoro i cambiamenti legati alle tecnologie. E ai maturandi è arrivato, via Facebook, anche il saluto del sindaco Gianluca Galimberti: «Oggi inizia la maturità. La vita è fatta di prove e occorre allenarsi con coraggio e passione. Ragazzi e ragazze, non conta il voto che otterrete, ma quanto impegno metterete, quanto di voi stessi, del vostro desiderio di conoscere, di fare bene, di migliorare, di imparare anche mentre si dà prova di quanto imparato. Buona maturità, carissimi».

Emozionati e un po’ spaventati prima di entrare e poi sollevati alla fine con un pensiero al secondo scritto di oggi, il più temuto. Alle 12,30 conquistano l’uscita dell’Einaudi «Ho scelto la traccia su nuove tecnologie e lavoro — dice Erica Motti —, ma altre due potevano essere simili», Alice Guarneri si è gettata sul tema dedicato a progresso tecnologico ed etico, mentre Sara Clerici si è confrontata sulla robotica. In generale tracce abbordabili, ma non immediate. Gloria Berselli e Jenni Mici del Beltrami hanno affrontato il tema artistico letterario, forti anche di quanto fatto durante l’anno scolastico, Matteo Canesi e Greta Bernocchi hanno preferito la robotica all’idillio leopardiano mentre per tutti rimane una domanda insoluta: ma chi ha mai sentito Caproni? Non è dello stesso avviso Lily Gallo del Pacle che ha affrontato la poesia di Caproni: «è un autore che non si fa a scuola, ma c’erano le note biografiche e il testo non era difficile. Poi alla domanda più insidiosa si poteva rispondere guardando alle fonti di una delle tracce». Tecnologia e lavoro hanno invece convinto Giorgia Bulla e Ferrari Glenia. Marta Buzzago del Manin non si è fatta spaventare da Caproni, giudicando l’analisi del testo la più abbordabile, mentre Francesca Rossi si è concentrata sul tema dedicato a disastri e ricostruzione. Per Gaia Farina il tema sulla natura in letteratra e arte era il più abbordabile, così pure per Marco Peschiera dell’Anguissola, il rapporto fra nuove tecnologie e lavoro ha convinto Arianna Fornari. Il rapporto con la tecnologia ha avuto la meglio all’Aselli, come spiegano Sood Shivam, Michele Girardini. Le tracce sono state giudicate migliori di quelle utilizzate per le simulazione, Giovanni Rebeccani ha usato ironia e sarcasmo per il suo articolo dedicato a disastri e ricostruzioni. Ma c’è anche chi Giovanni Brunelli ha preferito affrontare il tema sulla natura tra minaccia e idillio, scartando il tema della robotica perché già affrontato nella tesina: «Temevo di annoiare — ha commentato —. Così ho dimostrato che so fare anche qualcosa d’altro». Onore al merito.

21 Giugno 2017