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Mercoledì 14 Novembre 2018

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CREMONA

Sanità e tangenti, l’affondo dei pm sul caso ‘Vero’

Chiuse le indagini sull’acceleratore lineare dell’ospedale Maggiore. Per Formigoni chiesto il giudizio. L’ex dg Mariani: ‘Mai favorito nessuno’

Sanità e tangenti, chiesto processo per l'ex dg Mariani

Simona Mariani

CREMONA - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex governatore lombardo e senatore di Ap, Roberto Formigoni, già condannato a sei anni per corruzione per il caso Maugeri, e accusato sempre di corruzione per i suoi rapporti con il presunto intermediario ed ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi, al quale sono già stati inflitti cinque anni, in appello, per il presunto giro di mazzette nella sanità lombarda. Tra le persone indagate c’è anche Simona Mariani, ex direttrice sanitaria dell’allora Azienda Ospedale di Cremona (lo è stata fino al 2015). Esce, invece, dall’inchiesta l’ex assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani (Lega Nord) che era accusato di turbativa d’asta: il pm ha chiesto l’archiviazione della sua posizione. Al centro dell’indagine, in particolare, due forniture dell’apparecchiatura diagnostica acceleratore lineare ‘Vero’. La prima all’ospedale Maggiore di Cremona, la seconda all’Istituto dei Tumori di Milano (quest’ultima non andò in porto).
L’ex presidente della Regione Lombardia ha respinto le accuse, sostenendo che «le migliaia di pagine depositate dalla procura sono per quanto mi riguarda l’estratto del nulla» e che «non c’è una sola parvenza di prova». Sulla stessa linea anche l’ex direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cremona. «Nella mia vita professionale - ha sottolineato Mariani - non ho mai favorito nessuno. Trovo sconcertante che si pensi che io abbia contribuito a far assegnare in modo illegittimo un appalto milionario in cambio di due orologi».

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10 Giugno 2017