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Venerdì 21 Settembre 2018

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CREMONA

Associazioni di categoria contro i nuovi insediamenti commerciali

Dura dichiarazione congiunta di Confcommercio, Confesercenti e Asvicom in merito ai nuovi insediamenti di media e grande distribuzione

Associazioni di categoria contro i nuovi insediamenti commerciali

Parte dell'area attualmente occupata dall'azienda Gaspardo a Cremona

CREMONA - Dura presa di posizione di Confcommercio, Confesercenti e Asvicom in merito ai nuovi insediamenti di media e grande distribuzione che dovrebbero sorgere in città nell'area attualmente occupata dall'azienda Maschio Gaspardo. Ecco il testo integrale della nota: 

"Altro che fare “Nuova la Città” rilanciando il commercio! La Giunta di Cremona sembra impegnata, piuttosto, a fare una "nuova città del commercio". Con via Mantova pronta a partire, gli ampliamenti di Ipercoop e, in più, -  novità di queste ultime ore - la possibilità di un nuovo spazio di grande distribuzione in continuità con il CremonaPo nell'area Gaspardo. Sembra che gli amministratori abbiano davvero poco a cuore l'asfissia del commercio tradizionale in città non più in grado di sostenere l arrivo di ulteriori competitor in una realtà distributiva già sovradimensionata rispetto alla potenzialità territoriale, strangolato dalla cintura distributiva dei nuovi poli di attrazione. Cercheranno un’altra foglia di fico come è avvenuto di recente con un “bando” in cui le Associazioni (e quindi i negozi del centro) non sono state minimamente coinvolte?   E’ ora che si faccia un'analisi seria del problema, riconoscendo che le ormai numerose  scelte sbagliate degli anni precedenti  stanno producendo effetti devastanti non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale. Così ci si preclude ogni possibilità di valorizzazione turistica, si peggiora la qualità della vita, si impoverisce l’identità di una città bella e orgogliosa che ha sempre avuto nel commercio e nell’artigianato delle leve importantissime di sviluppo . A chi ci amministra chiediamo un segno di forte e decisa  discontinuità con il passato segnato da palesi ed evidenti errori amministrativi che deve partire proprio dall’impegno a non concedere nuove autorizzazioni per creare agglomerati di medie distribuzione o poli della gdo attorno alla città.  Con una vera politica di “rigenerazione” applicata nei fatti e non in slogan sempre più vuoti, si cerchi, quantomeno, di garantire la “sostenibilità” dell’esistente e l’impegno alla salvaguardia di tutte quelle realtà cittadine che da anni lottano in un contesto di crisi profonda.  Si comprenda che è inutile “elargire" quattro soldi per incentivare le aperture in centro: se non cambiano le dinamiche di progettazione economica della città, sapendo ascoltare chi sul territorio ci lavora  da ben piu di tre anni , le strategie e la visione, nessun imprenditore sarebbe così avventato da investire in attività che partono con l’handicap. Soprattutto se l’handicap è stato creato da chi dovrebbe fare l’interesse della collettività.  Il “sacrificio” di tante imprese del centro è un prezzo troppo alto, un prezzo che come comunità non possiamo permetterci di pagare e verso il quale non abbiamo più intenzione di rimanere in silenzio o accettare passivamente".

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06 Giugno 2017