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Giovedì 15 Novembre 2018

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CREMONA

Chiesetta del Cambonino, la burocrazia blocca il recupero

Il progetto c’è già e i promotori si preparano a far partire la campagna per raccogliere i fondi

Chiesetta del Cambonino, la burocrazia blocca il recupero

CREMONA - C’è già il progetto di recupero ed è anche tutto pronto per partire con la raccolta fondi per realizzarlo. Ma ci si è messa di mezzo la burocrazia. La chiesetta del Cambonino è un esempio, non l’unico ma uno dei più eloquenti, dell’impasse in cui si trovano le Soprintendenze.

In passato Cremona e la provincia facevano riferimento a tre Soprintendenze: Brescia per i beni architettonici e paesaggistici, Milano per l’archeologia e Mantova per le opere d’arte. Con la riforma ministeriale le competenze sono state accorpate in un’unica ‘centrale’, quella di Mantova, che si chiama Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province, oltre a quella virgiliana, di Cremona e Lodi. Nelle intenzioni il riassetto avrebbe dovuto portare a una semplificazione ma si sta trasformando, almeno sinora, in un ostacolo. Infatti, a Mantova ci sono solo figure amministrative. E così la Soprintendenza di Brescia e Bergamo deve supplire a questo vuoto. Per quanto si impegni, il personale, avendo a che fare con due territori vasti e culturalmente ricchi, fatica a rispondere alle istanze di Cremona (e di Mantova e Lodi). In questo modo le pratiche si accumulano e i tempi per il rilascio delle autorizzazioni si allungano. Ne sanno qualcosa sia le amministrazioni pubbliche che gli operatori privati.

Le une e gli altri si sono ritrovati fianco a fianco nell’‘operazione chiesetta’. L’edificio, probabilmente non conosciuto come merita, sorge all'interno della cascina in cui si trova anche il Museo della civiltà contadina. Il luogo di culto, fatto edificare dall’avvocato Angelo Bellini, è stato dedicato alla Beata Vergine nel 1840. Sull’altare è collocato un quadro raffigurante la Madonna di Caravaggio con la beata Giannetto, che potrebbe essere lo stesso dipinto nel 1697 da Angelo Massarotti. L’interno è a forma circolare, con le pareti che sostengono il soffitto a cupole. La famiglia padronale assisteva dal matronale, una specie di palco rialzato.

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20 Maggio 2017