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Venerdì 16 Novembre 2018

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CREMONA

Calcioscommesse: Paoloni, dal Minias alle minacce

Si è tenuto martedì 16 maggio in tribunale il processo a carico dell’ex portiere della Cremonese e del Benevento rovinato dalla ludopatia. E’ accusato di aver ‘drogato’ i suoi ex compagni di squadra e di frode sportiva

Calcioscommesse: Paoloni, dal Minias alle minacce

Il tribunale di Cremona

CREMONA - A Civitavecchia «si occupa di altro, anche se il legame con il mondo del calcio esiste sempre». Un passato da portiere nella Cremonese e nel Benevento, rovinato dalla ludopatia, dopo lo scandalo ‘calcioscommesse’ Marco Paoloni si è riciclato come commentatore nelle tv locali, «e si occupa dei vivai giovanili, ma sempre in una fase a latere, perché questo processo pendente gli impedisce qualsiasi tipo di attività professionale».
Dopo la giustizia sportiva (condanna a cinque anni con proposta di radiazione), la giustizia ordinaria. Già migrato a Bologna il procedimento più corposo sulle associazioni a delinquere transnazionali, a Cremona, davanti al presidente Maria Stella Leone e ai giudici Elisa Mombelli e Giulia Masci, Paoloni deve rispondere di due reati che gli contesta il pm Ignazio Francesco Abbadessa. Il più grave è adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari per aver ‘drogato’ i suoi compagni di squadra, sciogliendo l’ansiolitico Minias nelle bottigliette d’acqua, durante l’intervallo di Cremonese-Paganese (2-0) del 10 novembre 2010 per alterarne il risultato. L’altro è di frode sportiva. Quattro le partite nel mirino: Cremonese-Paganese, Cremonese-Spal (1-4; 6 settembre 2010), Benevento-Viareggio (2-2; 13 febbraio 2010) e Benevento-Cosenza (3-1; 28 febbraio 2011). Oggi 16 maggio 2017 Paoloni non era in aula all’udienza lampo: il tribunale ha nominato il perito Alessio Issa, che dovrà trascriverà le intercettazioni (rinvio al 6 giugno).

Associazione per delinquere
Il tariffario della B: 'Una gara costa 200-300mila euro'
L’ex dirigente del Pergocrema, Salvatore Antonio Intilisano, l’ex centrocampista del Potenza, Simone Grillo, una carriera chiusa nel 2012 nel Messina, oggi consulente di mercato per la Triestina, Cosimo Rinci, in arte Charlie, team menager del Riccione Calcio, profondo conoscitore del mondo del pallone, Salvatore Spadaro, ‘il vecchio’, inserito nel sottobosco delle scommesse, e il cinese Wang Yu Qiu, ‘Massimo’, come si faceva chiamare in italiano, comproprietario di una lavanderia a Desio.
Per tutti, l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata a manipolare o tentare di manipolare cinquantatré partite (stagione 2012/2013) di Serie A (Palermo-Inter: 1-0; 28 aprile 2013, Parma -Atalanta: 2-0; 5 maggio 2013), Serie B e Lega Pro. Nel capo di imputazione si ritagliano i ruoli di ciascuno. In un colloquio tra Rinci e Intilisano del 10 maggio 2013, c’è il tariffario per aggiustare una gara di serie B: 200-300mila euro. Oltre al prezzo per comperarsi giocatori e un surplus di 70 mila euro da pagare per ottenere l’avallo dell’allenatore.

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16 Maggio 2017