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CREMONA

Furto di pannelli fotovoltaici, annientata banda criminale

Operazione “Luce del deserto" dei Carabinieri di Cremona: nei guai cinque cittadini marocchini. Le apparecchiature rubate venivano inviate in Marocco

Furto di pannelli fotovoltaici, custodia cautelare per cinque persone

CREMONA - I Carabinieri della Compagnia di Cremona, nell’ambito dell’operazione di servizio convenzionalmente denominata “Luce del deserto”, hanno proceduto all’esecuzione di misura cautelare emessa dal Tribunale di Cremona a carico di cinque cittadini marocchini residenti in provincia di Brescia e Bergamo che dal mese di febbraio del 2016 avevano imperversato nelle provincie di Cremona, Mantova e Brescia compiendo razzie di pannelli solari, oltre mille quelli asportati in totale, con ingente danno patrimoniale quantificabile in circa mezzo milione di euro, oltre i danni strutturali.

Il gruppo operava in maniera consolidata attraverso sopralluoghi eseguiti nei campi fotovoltaici in orario notturno dove, disattivando i sistemi di allarme, smontavano i pannelli presenti con un danno economico di rilevante entità. La refurtiva, costituita talvolta da oltre 200 pannelli solari, nella stessa nottata veniva caricata su mezzi nella loro disponibilità e trasportata per l’imbarco su navi attraverso il porto di Genova o in Spagna dove, tramite la predisposizione di fatture false, veniva trasferita direttamente in Marocco, uno dei maggiori produttori mondiali di energia elettrica con sistema di pannelli solari. Nel luogo di destinazione i moduli venivano venduti sul mercato clandestino al prezzo di circa 100 euro l’uno e collocati in ampie aree desertiche per la produzione di energia elettrica. Le indagini hanno permesso di verificare come il consesso criminale fosse diventato un importante punto di riferimento per altri connazionali che all’esigenza si rivolgevano a loro per il reperimento di pannelli fotovoltaici da trasferire in Marocco. In tali circostanze si provvedeva al recupero di ingente quantitativo di pannelli solari, nonché altra refurtiva di cui si erano impossessati in occasioni di irruzione compiute anche in cantieri edili.

Le investigazioni sono state costellate da un’ulteriore riscontro probatorio acquisito il 19 marzo 2017, quando tre dei soggetti facenti parte del consesso criminale sottoposto ad indagine venivano tratti in arresto in flagranza di reato, dopo aver compiuto l’ennesima incursione in un campo fotovoltaico in Pescarolo ed Uniti. Di seguito l’esecuzione dei provvedimenti cautelari in carcere emessi dal Gip del Tribunale di Cremona Letizia Platè, come da richiesta da parte del PM della Procura della Repubblica di Cremona, Ignazio Abbadessa che ha coordinato le lunghe indagini. I cinque arrestati si trovano ora ristretti presso la Casa Circondariale di Cremona dovendo rispondere in concorso di nove furti pluriaggravati dall’aver cagionato un rilevante danno patrimoniale, dall’aver operato con violenza sulle cose e dall’aver commesso il fatto su infrastrutture destinate all’erogazione di energia esposte alla pubblica fede.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

29 Aprile 2017

Commenti all'articolo

  • vittorio

    2017/04/30 - 09:09

    In cinque per rubare interi impianti fotovoltaici , trasportarli in porti in Spagna o a Genava , imbarcarli con documenti falsi , stivarli nelle navi , falsificare i documenti per sdoganare , trasportarli in MAROCCO FINO A DESTINAZIONE , accordarsi per future commesse . ROBE DA MAT !

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