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Mercoledì 14 Novembre 2018

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CREMONA

Il pellicciaio Canali a processo per estorsione e appropriazione indebita

In aula parla il fornitore, presunta vittima: "Negozio spento, le mie pellicce non c'erano più, valore un milione. Ero disperato"

Il pellicciaio Canali a processo per estorsione e appropriazione indebita

Il tribunale di Cremona

CREMONA - Hanno avuto rapporti commerciali per più di vent’anni. Uno è Ugo Canali, 58 anni, della ‘Canali Pellicce’ fondata nel 1963, villa e negozio a Soncino e uno show room nel centralissimo corso Vittorio Emanuele, a Milano. L’altro è Giorgio Magnani, 70 anni, di Forlì, storico venditore all’ingrosso di pellicce, titolare della ‘Romagna Furs', con sede a San Marino. Uno, Canali, accusato di estorsione e appropriazione indebita di 362 pellicce, l’altro, Magnani, il suo accusatore, parte civile (con l’avvocato Massimiliano Starni) nel processo che vede imputati, in concorso con Canali, Giancarlo Peschiera, 59 anni, mantovano di Viadana, commerciante di pellicce, lui con show room a Verona, ed Ermanno Vanderi, 52 anni, bresciano di Orzinuovi, muratore. Tutti e tre furono arrestati la mattina del 28 febbraio di un anno fa, domenica, nella villa del pellicciaio, a Soncino. L’epilogo di una vicenda riversata nelle due querele presentate alla questura di Forlì da Magnani e dallo stesso ripercorsa il 28 marzo 2017 nell’aula di giustizia, davanti al presidente Francesco Beraglia e ai giudici Elisa Mombelli e Giulia Masci. In aula parla il fornitore, presunta vittima: "Negozio spento, le mie pellicce non c'erano più, valore un milione. Ero disperato".

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28 Marzo 2017