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Lunedì 19 Novembre 2018

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CREMONA

Il Comune scrive al Consorzio: "Più violini con il marchio Cremona"

Poco meno del 7 per cento dei liutai realizza strumenti ‘certificati’: allo studio la possibilità di intensificarne l’uso. L’obiettivo: tutelare la qualità dell’intero comparto. Il 28 marzo l’ente consortile si dovrà pronunciare sulla richiesta

Il Comune scrive al Consorzio: "Più violini con il marchio Cremona"

CREMONA - La credibilità della liuteria cremonese deve fare i conti con violini bianchi, riverniciati e spacciati per violini di scuola cremonese o, ancora, con violini assemblati, ovvero costruiti con pezzi pre-lavorati o semilavorati. Questi due fenomeni e l’imminente verifica dell’Unesco - fissata per il 2018 - sulla conferma del titolo relativo al ‘saper fare liutario’ quale bene immateriale dell’umanità, hanno spinto in questi mesi la cabina di regia della liuteria a ipotizzare un rafforzamento del marchio Cremona Liuteria, di proprietà del Consorzio dei liutai Antonio Stradivari. Sarà questo il delicato argomento che verrà affrontato martedì 28 nella riunione della cabina di regia in cui verrà richiesto il parere dei vari soggetti, in primis del Consorzio Liutai Antonio Stradivari, il proprietario del marchio con i suoi sessanta iscritti. Nei giorni scorsi il sindaco Gianluca Galimberti ha inviato una lettera ai vertici del Consorzio Stradivari, oltre che agli altri membri della cabina di regia, per fare il punto della situazione e chiedere di esprimersi sulla proposta di rafforzare ed «estendere l’utilizzo del marchio fino a raggiungere una percentuale significativa della produzione cremonese — si legge nella lettera —, e accompagnando il processo con incentivi per le botteghe aderenti al progetto». Oggi come oggi — i dati fanno riferimento alla ricerca del Cersi del 2011 — solo il 6,80 per cento dei liutai richiede con una certa regolarità il certificato per la sua produzione. La richiesta è quella di aumentare sensibilmente la percentuale degli strumenti a marchio Cremona liuteria. Per fare ciò il Comune sottolinea come l’unico modo sia apportare una modifica al Regolamento d’Uso del Marchio.  Nella riunione del 28 marzo il Consorzio sarà chiamato a dare una risposta. Una risposta non scontata, che potrebbe provocare un terremoto nella governance della liuteria.

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18 Marzo 2017