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Lunedì 19 Novembre 2018

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OSPEDALE MAGGIORE DI PARMA

Tre bambini operati e salvati dal soffocamento

Involontaria inalazione di cibo. Il medico cremonese Maria Majori da oltre 15 anni pneumologo interventista della struttura: ora sono tutti in buone condizioni

Tre bambini operati e salvati dal soffocamento

Maria Majori

PARMA - Lo definisce «un evento straordinario». E lo è, perché non capita tutti giorni di operare d’urgenza — nell’arco di appena ventiquattro ore — e di salvare tre bambini, il più piccolo di dieci mesi, gli altri di due anni, dal soffocamento causato da grave insufficienza respiratoria generata dall’inalazione di pezzettini di cibo: frammenti di carote crude e di di noccioline e in un caso, un seme di girasole. A salvarli è stata Maria Majori, il medico cremonese da diciassette anni pneumologa interventista nel reparto Pneumologia ed Endoscopia toracica dell’ospedale Maggiore di Parma.
Il primo intervento è stato eseguito alle 17,30 di martedì 7 marzo su un bimbo di due anni, di Salsomaggiore. Alle sei del mattino di mercoledì, in sala operatoria è stata portata una bimba di sei anni, di Reggio Emilia. E infine l’ultimo intervento è stato eseguito intorno alle 13 di mercoledì 8 marzo, su un bimbo parmigiano di 10 mesi.
I tre piccoli pazienti sono arrivati in urgenza all’Ospedale dei Bambini. Ora sono tutti in buone condizioni: il bimbo di Salsomaggiore ha già fatto ritorno a casa, gli altri due piccoli pazienti saranno dimessi a breve.
A raccontare la straordinarietà di quanto accaduto è la stessa dottoressa Majori. «I bambini — spiega il medico cremonese — presentavano evidenti segni di stress respiratorio con un polmone escluso dalla ventilazione e siamo quindi dovuti intervenire in urgenza in sala operatoria, utilizzando un broncoscopio rigido con specifici strumenti vista l’età dei pazienti».
L’intervento più delicato è stato quello sul bimbo di dieci mesi che due giorni prima aveva inalato un seme di girasole. «Il più delicato — prosegue Majori — perché le vie aeree di un paziente di dieci mesi sono estremamente ridotte e gli strumenti da usare sono di dimensione quasi minuscola. Bisogna quindi intervenire con la massima precisione per recuperare i corpi estranei e non causare traumi al paziente. E’ stato necessario portare il piccolo in sala operatoria, procedere all’anestesia, anch’essa molto delicata su un paziente di quell’età, e infine rimuovere il seme di girasole finito nel polmone».
Il primo bambino aveva, invece, inalato frammenti di arachidi circa venti giorni fa e, con il passare dei giorni, i genitori hanno riscontrato un problema respiratorio via via sempre più evidente, tanto da indurli a portare il figlio ad una visita specialistica pediatrica al Maggiore. «Chiamati ad in intervenire — continua il medico Majori — abbiamo provveduto immediatamente all’intervento». Sintomi più improvvisi, invece, per la bambina di due anni che circa sei ore prima, aveva inalato pezzi di carota cruda, manifestando da subito segni di grave difficoltà respiratoria.
Anche in questi due casi è stato necessario portare i piccoli in sala operatoria. «Sono momenti drammatici, perché ci sono dei rischi intraoperatori - prosegue la pneumologa Majori —. Il bambino rischia di morire anche durante la procedura di estrazione, perché i pezzi possono essere più di uno, come è stato in due casi, ed erano uno sull’altro a chiudere i bronchi. Un polmone non respira, perché è chiuso, l’anestesista ventila il bambino attraverso lo stesso strumento, nel quale io devo inserire la pinza per togliere il corpo estraneo, per cui ci sono dei momenti in cui il bambino non è ventilato. Siamo in anestesia generale. Ci deve essere una sincronia perfetta tra il pneumologo interventista e l’anestesista». L’altro rischio «è che durante la procedura, questi corpi estranei multipli si spostino e vadano a chiudere l’altro polmone, che è l’unico che respira». I bambini sono stati salvati. «Una soddisfazione indescrivibile», per Maria Majori. Con lei in sala operatoria c’erano Emanuele Sani, Luca Cattani , Solange Risolo, Daniele Barantani, Federico Martello e Davoud Ghasempour, medici della Prima Anestesia e Rianimazione, il personale infermieristico del Servizio di Endoscopia toracica e il personale di sala dell’Otorinolaringoiatria-Otoneurochirurgia.

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11 Marzo 2017