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Domenica 18 Novembre 2018

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CREMONA/CASTELLEONE

Morta dopo due interventi. Il giudice riapre il caso

Il gip Pierpaolo Beluzzi ha dato alla procura sei mesi di tempo per svolgere ulteriori indagini sulla morte di una donna di 56 anni

Morta dopo l'operazione. Il giudice riapre il caso

Un intervento chirurgico in foto di repertorio

CREMONA - «Sentite le parti e ritenuto che allo stato non può essere accolta la richiesta di archiviazione del pm», il gip, Pierpaolo Beluzzi, ha dato alla procura sei mesi di tempo per svolgere ulteriori indagini sulla morte di una donna di 56 anni, madre di una ragazza oggi diciottenne, di Castelleone, ricoverata all’ospedale Maggiore il 4 agosto del 2015, giorno dell’intervento, programmato, al rene in laparoscopia, nel pomeriggio del 5 agosto rioperata per una lacerazione al duodeno causata durante il primo intervento, deceduta l’8 agosto per l’infezione ormai estesa. Due anni fa, la procura aprì un fascicolo in seguito alla querela presentata ai carabinieri dal convivente della donna, e indagato per omicidio colposo due medici di Urologia, tra i quali il primario Carlo Del Boca, dall’ottobre del 2011 responsabile della Divisione dell’ospedale Maggiore, dove ha introdotto la laparoscopia renale, più di 15mila interventi nel corso della sua attività professionale. Sotto indagine anche un medico di Terapia intensiva dove la donna è morta. E dove, secondo i familiari, si fece il possibile «per rimediare ad una situazione compromessa». Tant’è che le «ulteriori indagini» ordinate dal gip Beluzzi alla procura sono mirate al primo intervento chirurgico e alla «tempestività» di quello successivo.

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28 Febbraio 2017