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Martedì 18 Settembre 2018

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CREMONA

Polizia e deejay in piazza contro il cyberbullismo

Tappa cremonese, martedì 21 febbraio, della quarta edizione di ‘Una vita da social’, la campagna educativa itinerante realizzata dalla polizia postale insieme al ministero dell’Istruzione

Polizia e deejay in piazza contro il cyberbullismo

Il track della polizia di Stato in piazza Stradivari

CREMONA - Ha fatto tappa nella mattinata di martedì 21 febbraio a Cremona, in piazza Stradivari, la quarta edizione di ‘Una vita da social’, la campagna educativa itinerante realizzata dalla polizia postale insieme al ministero dell’Istruzione con il patrocinio dell’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza: l’iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi del web per i minori, come il cyberbullismo, troverà attuazione locale nella presenza del truck della polizia, dove saranno dispensati consigli utili a non cadere nelle tante insidie della Rete in generale e dei social in particolare. Con i dj Andrea Marchesi e Michele Mainardi a fare da testimonial. ‘Una Vita da Social’ è un progetto indirizzato principalmente ai giovani, i principali fruitori della Rete. E coinvolgerli serve eccome: basti pensare che, secondo una ricerca dell’Università la Sapienza presentata per il ‘Safer internet day’, insultare, ridicolizzare e ferire gli altri sui social «sì può» per otto ragazzi su dieci. Non lo considerano un atto. E se l’86 per cento degli intervistati minimizza le conseguenze sulle vittime, per il 71 per cento di ripercussioni non ce ne sarà alcuna. Le parole dietro il paravento del pc o del telefono, è la giustificazione, non sono come violenza fisica e non dovrebbero fare così male. Neanche quelle che, invece, puntano dritte al punto debole — l’aspetto fisico, la timidezza, ma anche i genitori e la religione — e colpiscono come un pugno allo stomaco. Spesso costringendo chi subisce vessazioni a piegarsi per non incassare ancora. Con la realtà che, purtroppo, racconta anche di tragedie. «Fai schifo. Ucciditi». Di questo tenore sono i messaggi che i cyberbulli indirizzano sui social alla vittima predestinata, «un fenomeno grave, che esiste e che nasce soprattutto nelle aule scolastiche» ha spiegato Roberto Sgalla, direttore delle specialità della Polizia di Stato. E ora, anche Cremona scende in prima linea. E del resto, l’impegno della locale questura su quel fronte, promosso dal questore Gaetano Bonaccorso, è massiccio da tempo: nell’anno scolastico in corso, 30 incontri tra agenti della polizia postale e studenti delle scuole cittadine, con cinquemila ragazzi messi di fronte al pericolo social.

21 Febbraio 2017