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Lunedì 25 Settembre 2017

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PESCAROLO

Uccise il marito con un candelabro, incapace di intendere: assolta

Secondo il gup che ha emesso la sentenza la donna non è punibile

Uccise il marito con un candelabro, incapace di intendere: assolta

PESCAROLO - Quando il 2 giugno del 2015 con un candelabro colpi' ripetutamente il marito Giuseppe, 73 anni, sino ad ucciderlo, era totalmente incapace di intendere e di volere. Nadia Gaggia, 70 anni, e' stato assolta dall'accusa di omicidio volontario, perché non punibile, in quanto affetta da vizio totale di mente. La sentenza e' stata emessa ieri dal gup, Christian Colombo, che nei confronti della donna ha disposto la prosecuzione della misura di sicurezza della libertà vigilata presso una struttura sanitaria di Cremona. "Misura che è già in atto dallo scorso ottobre" , ha detto l'avvocato Marcello Lattari. Lo stesso pm Lisa Saccaro aveva chiesto l'assoluzione della settantenne. Tra sessanta giorni il gup depositerà la motivazione della sentenza.

La tragedia si consumò nella cascina Le Motte. Da tempo Nadia soffriva di disturbi di natura psichica. Nel tardo pomeriggio entrò in bagno, in mano due candelabri. Giuseppe, ex agricoltore, era nella vasca. La moglie aveva scambiato il suo naturale decadimento fisico per una malattia grave. Cominciò a colpirlo. Tra i due nacque una colluttazione, Giuseppe tentò di difendersi, riuscì a strapparle di mano un candelabro. Con l'altro, Nadia continuò a colpirlo una, due, tre, almeno una ventina di volte. Alla fine, saranno 55 le lesioni accertate sul corpo dell'uomo durante l'esame autoptico. Dopo l'omicidio, Nadia telefonò alla figlia Ilenia, residente in paese a Pescarolo, maestra a Vescovato. Fu lei a chiamare i soccorsi e i carabinieri.
Durante le indagini, lo psichiatra Marco Frongillo, di Milano, perito del gip Letizia Platè, accertò il vizio totale di mente della donna al momento del fatto. Conclusione a cui era arrivato anche Franco Spinogatti, il consulente tecnico messo in campo dal difensore Lattari.

Per un determinato periodo Nadia Gaggia è stata ospitata presso il Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. "A Castiglione ha seguito un percorso terapeutico con l'esito che la pericolosità sociale della mia assistita era grandemente scemata - ha proseguito il legale- tant'è che la signora dallo scorso ottobre è in libertà vigilata". Il gup Colombo non ha dato un termine per la misura di sicurezza. Da giovedì 16 febbraio, il caso giudiziario è chiuso.

16 Febbraio 2017