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CREMONA

Juliette 96, sfilata di testimoni della difesa. Assente Ghirardi

L'ex patron del Parma Calcio si dovrà presentare in aula nell'udienza del 4 aprile. Intanto in una intercettazione spunta il nome di Luca Toni

Testimoni

Gianluca Pizzi e l'ingresso del Juliette 96

CREMONA - Era il testimone della difesa più atteso alla sesta udienza del ‘caso Juliette’. Ma «impegni di lavoro»martedì 7 febbraio, hanno tenuto lontano dall’aula di giustizia Tommaso Ghirardi, 41 anni, ex patron del Parma Calcio, società fallita nel 2015, lui indagato per bancarotta. Così a Parma. A Cremona, Ghirardi era di casa al Juliette 96, perché «amico carissimo» di Gianluca Pizzi, con il cugino Marco titolare del ristorante-discoteca di via Mantova, nell’estate del 2015 entrambi finiti in carcere, travolti dallo scandalo su un giro di escort e cocaina per i clienti di lusso. Serate che, per l’accusa, cominciavano ai tavoli e finivano in sesso: per lo più rapporti orali, consumati nella panetteria, tra le macchini impastatrici, o nelle cambuse (quella invernale e quella estiva) o nell’appartamento al primo piano di Gianluca Pizzi. Ghirardi si dovrà presentare all’udienza del 4 aprile. Intanto martedì 7 febbraio il suo nome è stato evocato dai testimoni portati da Giacomo Nodari e Massimo Nicoli, gli avvocati di Gianluca Pizzi. Undici testimoni in tutto: dall’ex direttore del locale ai clienti, al pr. In mezzo ex e attuali camerieri del Juliette. «Mai visto scene di sesso nel locale, mai visto cessione di cocaina», il leit motiv delle dichiarazioni. 

Per il Juliette fa il ‘pr’, cioè tiene le pubbliche relazioni. Tipo brillante, Miglio, uno che pubblicizza le serate e porta gente nel locale alle porte di Cremona. Premesso che «la ragazza immagine fa immagine», con l’intento di smontare la tesi dell’accusa, secondo la quale al Juliette non lavoravano solo le ‘ragazze immagine’, ma anche le escort, quelle che in alcune telefonate intercettate venivano definite «ragazze giuste, sportive», al processo la difesa chiede a Miglio di spiegare il contenuto di una sua telefonata con Gianluca Pizzi ascoltata dai carabinieri del Nucleo investigativo durante le indagini. Ed è la telefonata, in cui si parla di un altro big del calcio, Luca Toni, oggi dirigente sportivo, una carriera da attaccante chiusa lo scorso anno nel Verona, campione del mondo nel 2006 con la Nazionale di Lippi, due volte capocannoniere della Serie A. Il 5 settembre del 2014, Pizzi telefona a Miglio per dirgli che lo aveva chiamato Luca Toni: «Mi ha detto che stasera vuol venire». Miglio commenta: «Stasera gli facciamo fare due goal al bomber». Pizzi ride: «Gliela fai mettere nel sette, perché il calcio di rigore non può sbagliarlo stasera». In aula Miglio spiega il significato della ‘doppietta’. «Non si riferiva al sesso, era per scherzare». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

08 Febbraio 2017

Commenti all'articolo

  • mario

    2017/02/08 - 07:07

    Che schifo e che tristezza.... e che bel localino, soprattutto.... complimenti ai frequentatori... e pensare che ci sono quelli che si sparano le pose da vip davanti al fotografo e le pubblicano pure....

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