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CREMONA

Qualità dell'aria del polo industriale di Cavatigozzi, nessuna particolare criticità

E' quanto emerso dall'indagine presentata nell'ultima riunione dell'Osservatorio Arvedi

Qualità dell'aria del polo industriale di Cavatigozzi, nessuna particolare criticità

L'acciaieria Arvedi a Cavatigozzi

CREMONA - Nel corso dell'ultima riunione dell'Osservatorio Arvedi, presieduta dall'assessore all'Ambiente Alessia Manfredini, sono stati presentati i risultati di un’interessante campagna di monitoraggi, iniziata lo scorso mese di ottobre, finalizzata alla verifica della qualità dell’aria nel polo industriale compreso fra i comuni di Cremona (zona Cavatigozzi), Spinadesco e Sesto Cremonese. La ricerca è stata focalizzata sulla identificazione delle sostanze odorigene aero-disperse responsabili di alcuni episodi di “molestia olfattiva” potenzialmente associabili alle attività industriali svolte nel polo industriale. L’indagine ambientale, che ha coinvolto l’Amministrazione Comunale, la Provincia di Cremona e l’ATS-Val Padana, è stata realizzata grazie al prezioso contributo di ARPA Cremona, supportata dai consulenti tecnici del Gruppo Arvedi (dott. Fabio Denicoli), del Consorzio Agrario Provinciale di Cremona (prof. Marco Trevisan) e dell’Oleificio Zucchi (dott. Maurizio Benzo). I campionamenti ambientali e le successive analisi chimiche-ambientali sono state svolte presso il laboratorio L.A.C. Che opera a Cremona. Nell’area interessata all’indagine sono state individuate, complessivamente, quindici stazioni di monitoraggio la cui posizione era stata scelta e condivisa con i rappresentanti dei residenti e con i Comitati di quartiere. Come confronto parallelo è stata valutata la qualità dell’aria presso altre tre stazioni di monitoraggio scelte in zone esterne all’area industriale ed individuate rispettivamente ail quartiere Zaist di Cremona e in aree esclusivamente rurali di Spinadesco e di Gerre Borghi. In totale sono state svolte circa mille prove di laboratorio per ricercare oltre cinquanta sostanze chimiche caratterizzate da odori particolarmente sgradevoli o da bassi valori di soglia olfattiva e per questo facilmente percettibili a livello sensoriale. I risultati ottenuti in questa impegnativa attività analitica hanno confermato i dati già acquisiti in precedenti indagini svolte da ARPA Cremona e da altri importanti centri di ricerca, pur utilizzando modalità di campionamento e di analisi differenti. Non sono emerse particolari criticità relativamente alla qualità dell’aria presente nel polo industriale rispetto a quella presente in ambienti tipicamente rurali o urbani. Questa conclusione conferma, se ancora ve ne fosse bisogno, che la qualità dell’aria cittadina è principalmente legata alle sfavorevoli condizioni meteo-climatiche che caratterizzano l’intera nostra area geografica (mancanza di ventilazione, elevati tenori di umidità, scarsità di precipitazioni meteoriche, ecc.). Un contributo altrettanto importante all’inquinamento atmosferico cittadino è dato dalle attività antropiche urbane e rurali (traffico veicolare, riscaldamento domestico, ecc.), mentre può essere considerato marginale quello direttamente associabile alle vere e proprie attività industriali svolte nel territorio.

06 Febbraio 2017

Commenti all'articolo

  • vittorio

    2017/02/07 - 09:09

    Questa è una palese presa in giro . Abitiamo in campagna ,dove gli odori della preparazione dei campi ( letame ) , non ha mai scandalizzato . Sapere che Arvedi non puzza è come scoprire l'acqua calda . Come va l'inquinamento di agenti patogeni nell'aria? Tutto tace? Perché ?

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  • marco

    2017/02/06 - 18:06

    Cittadini!!!! State tranquilli .... anche l'arpa ha assicurato la cosa .... come fecero con la tamoil !!!! Tutto a posto !!!! Come essere a livigno !!!1

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  • mario

    2017/02/06 - 13:01

    Non ci credo nemmeno se me lo giurano sul Santo Vangelo.....

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