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Venerdì 21 Settembre 2018

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IL RICORDO

Gianluca, il suo esempio è vivo nella testimonianza

Sono già passati due anni dalla scomparsa del giovane di Sospiro

Dal 12 dicembre con «La Provincia» in edicola ‘Maria’ di don D’Agostino

Gianluca Firetti, scomparso a soli vent’anni il 30 gennaio scorso

CREMONA - Sono passati due anni da quando Gianluca Firetti, per tutti ‘Gian’, il giovane di Sospiro morto di osteosarcoma il 30 gennaio 2015, ha chiuso la sua esistenza. Ma quella che doveva essere semplicemente una tragedia si è trasformata in fonte di vita e di speranza. La sua testimonianza di coraggio e di fede, raccolta negli ultimi giorni di vita nel testo ‘Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca’ (edito da San Paolo, 3a edizione, in ristampa in questi giorni, più di 15 mila copie vendute) silenziosamente ha fatto e sta facendo il giro d’Italia. Due anni di vita e di parola nei quali Gian ha parlato ancora dalla sua cattedra scomoda ma eloquente, quella della malattia e della morte, parole che dovrebbero far paura e che, al contrario, diventano, soprattutto per adolescenti e giovani, occasioni di confronto, ammirazione, commozione, riflessione e condivisione. Gian è vivo e presente quando i suoi amici lo testimoniano, quando entra nelle case o viene letto come testo, nelle ore di italiano, alla scuola secondaria superiore. Parla al cuore se il monologo teatrale che Federico Benna e Danio Belloni portano ovunque. Forse, una delle più significative, quella di due settimane fa al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. Dietro le sbarre, il messaggio di Gian. Non è da dimenticare il flusso, costante e inarrestabile di persone, preti e laici, anche gruppi di ragazzi e adolescenti che, insieme ai loro don, si fermano a Sospiro, sulla tomba di Gian, per una preghiera, una sosta. Quasi un’invocazione per riprendere fiato, motivazione per ripartire. Anche le lettere, le centinaia di mail che continuamente arrivano, colpiscono e fanno riflettere. Proprio venerdì 27 un giovane di Milano ha scritto chiedendo, per un suo amico che sta soffrendo, se è possibile incontrare la famiglia di Gian. Il ‘condividere’ è stata una caratteristica della vita di Gianluca: lasciava che la sua malattia fosse portata un po’ per uno, fosse condivisa come la gioia, la speranza e anche la fede. ‘L’incontro con la famiglia di Gian – si legge nella lettera – potrebbe offrire a questo mio amico un sacramento di speranza’. Mamma Laura, papà Luciano e il fratello Federico ricorderanno Gian nella messa di domenica 29 alle 11 nella chiesa parrocchiale di Sospiro. Un modo autentico per ricordare un grande campione della fede il cui esempio, quotidiano, bussa al cuore di tutti.

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27 Gennaio 2017