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GERRE DE' CAPRIOLI

'Decine di profughi in arrivo', ma il sindaco smentisce

Marchi: ho chiamato gli uffici della prefettura di Cremona che mi hanno confermato l’infondatezza di queste voci. Nel contempo, ho chiesto agli uffici preposti di essere continuamente aggiornato

'Decine di profughi in arrivo', ma il sindaco smentisce

Il sindaco Michel Marchi

GERRE DE' CAPRIOLI - «Arrivano i migranti. Sono 30, no 40». La notizia secondo cui decine di profughi sarebbero in arrivo in uno stabile privato in via Mussi tramite accordi privati diretti con la prefettura, ha cominciato a circolare in paese con toni allarmistici e qualche residente si sarebbe addirittura recato negli uffici territoriali del governo a Cremona per appurarne la veridicità. Altri invece si sono rivolti al sindaco Michel Marchi che ha smentito: «Non esiste alcun accordo, convenzione o autorizzazione al trasferimento di richiedenti asilo nel nostro Comune» spiega il primo cittadino, gettando acqua sul fuoco e cercando di placare gli animi. «Dopo essere stato contattato da alcuni residenti – spiega il sindaco – ho chiamato gli uffici della prefettura di Cremona che mi hanno confermato l’infondatezza di queste voci. Nel contempo, ho chiesto agli uffici preposti di essere continuamente aggiornato nel caso in cui la situazione cambiasse e di mettere in campo interventi condivisi». Al momento nel Comune di Gerre de’ Caprioli infatti non sono ancora stati ospitati migranti o richiedenti asilo né in edifici pubblici (che non hanno posti a disposizione da offrire) né in abitazioni private. «Tengo a precisare – spiega il primo cittadino – che non sono contrario all’accoglienza diffusa purché venga rispettato il rapporto stabilito dal ministero di 2,5 migranti ogni mille abitanti. Solo in questo modo si possono evitare ghettizzazioni e attuare quel processo di integrazione e di inserimento di queste persone nel tessuto della comunità». Nei piccoli centri infatti i timori non mancano. Ha fatto discutere il caso limite di Binanuova dove sono una cinquantina i richiedenti asilo su 400 persone residenti. Il concetto di accoglienza diffusa invece è stato ben applicato in altre realtà come San Daniele Po, Stagno Lombardo e Gadesco Pieve Delmona.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

19 Gennaio 2017

Commenti all'articolo

  • They

    2017/01/21 - 08:08

    Come si può parlare di integrazione in un paese dove il 40% dei giovani non trova lavoro? Dove l'ingordigia del governo ha creato un divario tra italiani poveri e clandestini a favore di quest'ultimi? Dove i carcerati sono in maggioranza stranieri? Prima si devono sistemare queste cose poi si potrà pensare ad una graduale integrazione.

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