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Lunedì 12 Novembre 2018

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CREMONA

Aido, le casse sono vuote: la sede è a rischio chiusura

L'appello di Tavoni, presidente della sezione cremonese dell'Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule: 'Non riceviamo contributi da nessuno, ma facciamo molto e vogliamo continuare'

Aido, le casse sono vuote: la sede è a rischio chiusura

CREMONA - «La condizione economica della nostra Sezione Provinciale si trova da anni in forte e costante sofferenza, ma or siamo arrivati ad un bivio: o riusciamo a dare una vigorosa spallata a questa situazione con un consistente introito straordinario, o chiudiamo la nostra struttura provinciale mettendo a repentaglio tutta l’attività locale, ma soprattutto indebolendo le aspettative e le speranze di chi è in attesa di ricevere un organo». E’ questo il grido d’allarme che il presidente Aido provinciale (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule), Enrico Tavoni, lancia dalle colonne di ‘Noi per loro’ il periodico semestrale diretto da Francesco Capodieci, uscito in occasione del Natale.

Il presidente Tavoni si rivolge soprattutto a chi ha fatto la scelta di iscriversi all’Aido, chiedendo loro di ‘manifestare spirito di solidarietà e senso civico soprattutto verso coloro che, per sopravvivere, hanno bisogno di un grande gesto d’amore qual’è la donazione dei propri organi, qualora se ne verificassero le condizioni, nel momento in cui non servono più’. Ovviamente l’invito Tavolni lo estende a tutti i cremonesi che credono nell’Aido. Spiega:«La sede di via Aporti 28 (telefono 0372-30493) è un punto di riferimento, anche dal punto di vista delle informazioni. Ora paghiamo l’affitto all’Aler, che è il padrone di casa, ma le nostre casse sono desolatamente vuote. Ecco perchè chiediamo a tutti di darci una mano, perchè una eventuale chiusura sarebbe una autentica sconfitta. Tra l’altro chi avrà fatto elargizioni alla nostra associazione avrà i requisiti per detrarre il contributo con la dichiarazione dei redditi».

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29 Dicembre 2016