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Domenica 23 Settembre 2018

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CREMONA

Il chirurgo Bottini è all'Humanitas

L’ex primario, fondatore e anima della Brest Unit, si era reso disponibile a collaborare gratuitamente con l'Ospedale Maggiore di Cremona. Ma qualcosa è andato storto

Il chirurgo Bottini all'Humanitas

In primo piano Alberto Bottini davanti all'ingresso della Breast Unit

CREMONA - Dall’ospedale Maggiore se n’era andato. Alberto Bottini, classe 1950, fondatore e anima della Brest Unit, collabora da mesi con il prestigioso policlinico Humanitas di Rozzano (Milano). In pensione da maggio, Bottini aveva subito chiesto ed ottenuto la possibilità di prestare la propria attività professionale gratuitamente. Specificando che la richiesta era motivata dal desiderio di garantire continuità all’attività, dare sostegno al personale in servizio e trasferire ai nuovi chirurghi ed oncologi le competenze maturate in tanti anni di attività nel campo della senologia. L’Asst, cioè la direzione dell’ospedale, aveva stipulato l’accordo con Bottini: un anno. Qualche settimana prima, lo stesso chirurgo era stato nominato primario emerito (figura introdotta per la prima volta) dal direttore generale Camillo Rossi. Una onorificenza, dunque, per tutto quanto Bottini aveva fatto in questi anni per la lotta al tumore al seno e per come aveva interpretato il suo ruolo, anche e soprattutto nei confronti delle donne. Peraltro, l’Università di Trieste gli aveva conferito il titolo di Cultore della Materia in Oncologia Medica. Di colpo, però, tutto crolla. Bottini avrebbe maturato la decisione nel momento in cui il medico ha appreso le modalità con con cui avrebbe potuto continuare a lavorare. In particolare, gli era stata prospettata l’ipotesi di prestare servizio all’Oglio Po, ma non a Cremona. E come medico, non primario. Bottini aveva detto ‘no’. Mesi fa gli si è aperta quella del prestigioso ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.

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28 Dicembre 2016