il network

Sabato 22 Settembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Aggressione in piazza Pace. La corte d'appello: tentato omicidio

Al 39enne Andrea Mulattieri 7 anni e 1 mese di reclusione. Ferì Emanuele Manzi con un’ascia artigianale con lastra d’acciaio spessa 4 millimetri e lunga 12 centimetri

Aggressione in piazza Pace. La corte d'appello: è tentato omicidio

Piazza della Pace a Cremona

CREMONA - Il 7 ottobre del 2014, la centralissima piazza della Pace fu teatro di un tentato omicidio. Così per la corte d’appello di Brescia che «in parziale riforma» della sentenza di condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per lesioni personali, ha inflitto sette anni e un mese di carcere ad Andrea Mulattieri, il 39enne che con un’ascia artigianale con lastra d’acciaio spessa 4 millimetri e lunga 12 centimetri, ferì Emanuele Manzi, 31 anni, durante una lite per motivi di gelosia. Gli procurò sei lesioni, di cui due alla testa e una alla nuca. La corte d’appello, prima sezione penale, ha accolto la tesi sostenuta già nel processo di Cremona dal pm, Laura Patelli, che coordinò l’indagine della squadra mobile condotta attraverso l’acquisizione dei filmati della telecamera di un locale di piazza della Pace e delle testimonianze. Lo stesso Procuratore generale aveva chiesto di riqualificare il fatto in tentato omicidio. L’episodio è ricostruito nelle diciassette pagine di motivazione della sentenza. Tentato omicidio, per la corte d’appello, perché «l’arma era in astratto ed in concreto idonea a produrre l’evento morte». Perché, come riferì il medico del Pronto soccorso che visitò Manzi, «la ferita al collo, pur essendo superficiale e poco profonda, era in posizione critica in quanto vicina alla colonna vertebrale». Perché «tre delle sei lesioni avevano interessato il capo, ossia una ‘zona vitale’». Nella motivazione della sentenza si scrive che «il complesso delle lesioni testimonia un atteggiamento dell’aggressore nei confronti della vittima che sarebbe pienamente compatibile con la volontà omicida, ed, in ogni modo, con un’azione che non poteva non comprendere, nel pensiero dell’aggressore, l’eventualità che si potesse giungere ad un decesso della vittima». In conclusione, «il tipo di arma impiegata», la circostanza che «l’ascia fu prelevata sin dal pomeriggio dall’imputato», «le zone colpite», «la distanza particolarmente ravvicinata tra aggressore e vittima» hanno indotto la corte d’appello a configurare l’aggressione in tentato omicidio. Dalla notte del 7 ottobre Mulattieri è in carcere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

23 Dicembre 2016

Commenti all'articolo

  • vittorio

    2016/12/24 - 09:09

    La solita magistratura che complica l'evidenza . Ma insomma , uno infierisce per sei volte con un'ascia e questi filosofeggiano per capire cosa è accaduto ! Roba de mat.

    Rispondi