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Lunedì 19 Novembre 2018

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CREMONA

Inceneritore, gli effetti sulla salute: al via l’indagine epidemiologica

Ricci: «Riguarderà Cremona e comuni limitrofi», i risultati verranno resi noti entro la fine del prossimo anno. I costi saranno a carico dell’Ats Valpadana

«L’inceneritore meno efficiente»

L'inceneritore di Cremona

CREMONA - Un’indagine epidemiologica che sarà svolta a Cremona e nei comuni limitrofi per «verificare le conseguenze sulla salute dell’inceneritore e di altre fonti inquinanti». Verrà presentata giovedì, a partire dalle 18.30 nel municipio di Bonemerse, da Paolo Ricci, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ast Valpadana. L’obiettivo è «capire cosa accade con l’esposizione alle emissioni». I risultati dello studio saranno pronti, con ogni probabilità, già entro la fine del 2017.
L’indagine epidemiologica che si sta approntando è rivolta alla popolazione residente nel territorio cremonese, quindi capoluogo e comuni limitrofi, su cui ricadono i contaminanti emessi dall’inceneritore di Cremona e non solo.
«Il fatto che l’impostazione dello studio venga discussa per la prima volta a Bonemerse non significa quindi che riguardi soltanto a tale piccolo Comune, che però si è posto come quello più intraprendente e sensibile al problema, tanto da richiedere ad Ats di ospitare lì la presentazione pubblica del progetto», spiega Ricci.


«Ho accettato volentieri di potermi rivolgere a tutti i cittadini interessati del cremonese — incalza Ricci — non solo per comunicare, ma anche per raccoglierne dubbi, commenti e suggerimenti. Un’indagine di epidemiologia ambientale richiede, fin dall’inizio, e poi durante tutto il suo percorso, la partecipazione di coloro che ne sono i destinatari. Non cadere dall’alto, quindi, nell’unico momento della comunicazione dei risultati finali. Questo sta scritto in tutte le linee-guida nazionali e internazionali, che richiedono alla scienza di camminare insieme con l’etica, per gestirne al meglio i risultati della ricerca. Il progetto operativo verrà quindi scritto dopo questo incontro».

Lo scopo è verificare la sussistenza di un’eventuale relazione tra esposizione ambientale prodotta dall’inceneritore e stato di salute della popolazione residente.

Questa, secondo il ricercatore, deriva dal fatto che «l’area di ricaduta delle emissioni in atmosfera dell’inceneritore si sovrappone, almeno in parte e in diversa misura, con quelle di altre fonti inquinanti che emettono analoghi contaminanti, come alcune attività industriali in cui si sviluppano processi di combustione e il traffico veicolare». L’effetto sulla salute è quindi la sommatoria del contributo di diverse fonti.

In assenza di contrattempi, la ricerca durerà circa un anno, con produzione dei risultati finali entro il 2017. La responsabilità dell’indagine epidemiologica «sarà, ovviamente, dell’Osservatorio epidemiologico che dirigo — conclude Ricci —, ma mi avvarrò volentieri della collaborazione di altre strutture Ats, a partire dal dipartimento di prevenzione Ats. Mi auguro Arpa, Provincia e tutti i comuni. Gli oneri finanziari sono a carico di Ats, trattandosi di una attività istituzionale ordinaria».

21 Dicembre 2016