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Domenica 23 Settembre 2018

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CREMONA

Dordoni e CasaPound, rinvio a giudizio per 17

Per la violenta rissa scoppiata al Foro Boario il 18 gennaio 2015, in seguito alla quale gli autonomi organizzarono, per il 24 gennaio successivo, la manifestazione nazionale antifascista degenerata in guerriglia urbana

Autonomi a CasaPound, rinvio a giudizio per 17

Le forze dell'ordine davanti al tribunale di Cremona

CREMONA - Sette militanti del centro sociale Dordoni e dieci esponenti di CasaPound, mercoledì 21 dicembre, sono stati rinviati a giudizio per la violenta rissa scoppiata al Foro Boario il 18 gennaio del 2015, in seguito alla quale gli autonomi organizzarono, per il 24 gennaio successivo, la manifestazione nazionale antifascista degenerata in guerriglia urbana. L'antagonista Matteo Vantadori, maestro elementare, unico degli imputati che aveva chiesto di essere ammesso al rito abbreviato, e' stato assolto, perché non partecipo' alla rissa, come ha sottolineato il difensore Alessio Romanelli. Quel pomeriggio, Vantadori fu chiamato dai suoi, ma quando arrivo' in via Mantova, tutto era finito. Lo stesso pm aveva chiesto l'assoluzione. "Sono molto contento, perché è subito emerso che non c'entra nulla con il fatto", ha dichiarato il difensore. Così ha deciso il gup, Letizia Platè, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Laura Patelli. A processo, il 2 maggio del 2017, finiscono i sette antagonisti Emilio Visigalli, Alberto Silvio Birzi, Gianluca Rossi (il capo), Jonathan Carnesella, Filippo Esposti, Michele Arena e Andrea Romagnoli. I dieci imputati di estrema destra mandati a processo sono: Gianluca Galli e Guido Vito Taietti - i quali sono anche accusati di tentato omicidio ai danni di Emilio Visigalli, parte civile, preso a sprangate e finito in coma all'ospedale; a sua volta, Gianluca Galli si è costituito parte civile contro Visigalli, Arena e Birzi per le lesioni riportate nella rissa - , Matteo Bassanetti, Michael Gorini, Andrea Visigalli, Rubens Rubini, Lorenzo Ranelli, Riccardo Scandolara, Alessandro Piacentini e Stefano Zaffanella. Visigalli, Birzi, Carnesella, Esposti, Rossi, Arena e Romagnoli sono inoltre accusati di aver portato, in concorso tra loro e senza giustificato motivo, fuori dalla propria abitazione mazze in ferro e legno 'chiaramente utilizzabili per l'offesa alla persona, cioè per averle portate nel pubblico piazzale del Foro Boario ed utilizzate nel corso della rissa', è scritto nel capo di imputazione. Secondo la ricostruzione del pm Patelli e della Digos, quel pomeriggio gli autonomi tesero un agguato ai militanti di CasaPound all'esterno del Dordoni. Il fatto scatenante: alcuni adesivi di CasaPound incollati provocatoriamente all'esterno del Dordoni quella domenica, giorno in cui allo Zini si disputava Cremonese-Mantova, con il centro sociale chiuso, per prassi, nelle domeniche calcistiche. Fu un tifoso della Cremonese ad accorgersi di quegli adesivi. Dagli spalti avviso' gli autonomi che, per l'accusa, prepararono la vendetta. Al termine della partita, intorno alle diciotto, gli esponenti di CasaPound con le fidanzate al seguito, si ritrovarono, come d'abitudine, al bar Matisse di via Mantova. Erano disarmati. Nel tornare al parcheggio, li aspettavano davanti al Dordoni gli antagonisti schierati, tutti armati e con i caschi, tranne due a volto scoperto davanti agli altri: Visigalli e Birzi. Scoppiò il finimondo. Visigalli, spranga in mano, fu disarmato e a sua volta colpito alla testa, secondo l'accusa da Galli e Taietti. Visigalli fini' in coma all'ospedale di Cremona, ricoverato per contusioni cerebrali multiple. Galli più tardi si presento' al pronto soccorso di Manerbio.

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21 Dicembre 2016