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PONTEVICO

Canto natalizio a scuola senza Gesù, è polemica

Don Alberto Franzini, durante l’omelia della messa delle 11 di domenica 18 dicembre in Duomo a Cremona, ha voluto portare l’attenzione sul ‘caso’

Canto natalizio

Don Alberto Franzini e la dirigente scolastica Paola Bellini

PONTEVICO - Don Alberto Franzini, durante l’omelia della messa delle 11 di domenica 18 dicembre in Duomo a Cremona, ha voluto portare l’attenzione sul ‘caso’ che si è verificato alle scuole elementari di Pontevico. Nelle fotocopie distribuite agli alunni della canzone ‘Merry Christmas’ della festa che si terrà nei prossimi giorni nel teatro dell’oratorio erano stati tolti tutti i versi dove comparivano le parole ‘canta perché è nato Gesù’ ed erano stati sostituiti con ‘canta perché è festa per te’. Durante il momento centrale della cerimonia religiosa in Cattedrale, don Franzini nello spiegare l’attesa per la nascita di Gesù e il significato del nome, ha posto come momento di riflessione la scelta di una scuola fuori città di togliere il nome di Gesù da un canto di Natale, come se questo fosse un’offesa per le altre religioni. «Un piccolo inciso – ha detto il sacerdote – che ho voluto inserire dopo averlo appreso dai media, senza per questo drammatizzare o farne un caso». La polemica era scoppiata la scorsa settimana nell’istituto comprensivo diretto dalla cremonese Paola Bellini. La decisione di togliere il nome di Gesù da un brano di Natale, presa dalle insegnanti nel solco dell’educazione interculturale, ha fatto scatenare l’ira di alcuni genitori. Ne è nato un vero e proprio caso che ha portato la convocazione di un incontro tra la dirigente scolastica, i sacerdoti e il corpo bandistico Vatrini che hanno deciso di togliere dalla scaletta del concerto il canto ‘incriminato’. «L’uguaglianza – ha commentato la dirigente in una nota - è un obiettivo che deve essere difeso. Nelle nostre scuole sono appesi crocifissi, immagini della Vergine Maria e si mandano gli alunni cattolici a incontri di preghiera, in collaborazione con la parrocchia. Nella nostra scuola non si nega alcuna tradizione né religione, ma si garantisce il diritto di ognuno al rispetto della persona e delle sue peculiarità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

18 Dicembre 2016

Commenti all'articolo

  • Antonio

    2016/12/19 - 11:11

    Manca poco che metteranno "canta che è nato Maometto"poi siamo a posto...

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  • renzo

    2016/12/19 - 07:07

    Ma a Natale non si ricorda la nascita di Gesù, e allora? O Lo si ricorda o non Lo si festeggia.... inutile girarci attorno... È solo ipocrisia questo non voler urtare sensibilità religiose diverse. Nessuno obbliga nessuno.... A meno che sua una scelta personale di una signora atea....poi vai all'oratorio.... ?

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