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Domenica 23 Settembre 2018

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CREMONA

Guerriglia urbana, Tiwana condannato per resistenza a pubblico ufficiale aggravata e non per devastazione

A chiedere la riqualificazione del reato era stato lo stesso pm Francesco Messina

Guerriglia urbana, linea dura di un giudice e linea morbida di un altro

I facinorosi responsabili della guerriglia urbana

CREMONA - Alla manifestazione nazionale antifascista del 24 gennaio dello scorso anno, raccolse da terra pezzi d'assalto e li lanciò contro le forze dell'ordine. Accusato di devastazione, in concorso con gli antagonisti, martedì 13 dicembre Kiljit Tiwana, 26 anni, indiano naturalizzato italiano, è stato condannato a 9 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale aggravata. La sentenza è stata emessa dal presidente Francesco Beraglia e dai giudici Elisa Mombelli e Cristina Pavarani. Tra sessanta giorni la motivazione.

Tiwana, arrestato nell'ottobre di un anno fa, nella seconda tranche di arresti della Digos, da martedì 13 è tornato completamente libero, dopo un lungo periodo agli arresti domiciliari. A chiedere la riqualificazione del reato e la condanna per resistenza a pubblico ufficiale aggravata era stato lo stesso pm , Francesco Messina, per il quale non era stata raggiunta la prova della devastazione. Soddisfatti i difensori Erminio Mola e Simona Bracchi, che avevano depositato una memoria difensiva recepita dallo stesso pm. "Nella foga ho preso pezzi di asfalto e li ho lanciati per paura. Li ho lanciati in aria, ma non ho visto dove andavano, perché c'era molto fumo", aveva spiegato Tiwana all'udienza del 25 ottobre scorso. Quando raccontò di essere andato solo qualche volta al centro sociale Kavarna, "ma solo per ballare con gli amici" e di essersi recato alla manifestazione, "perché me lo aveva chiesto la mia morosa" e di aver accettato, "perché sui volantini c'era scritto che era una manifestazione pacifica, non immaginavo quel casino". Tiwana venne ripreso dai filmati mentre, in testa al corteo, scagliava i pezzi di asfalto contro lo schieramento delle forze dell'ordine all'altezza di via Vecchio Passeggio. Indossava un giubbotto multicolore. "Ad un certo punto, in prossimità di via Vecchio Passeggio, la situazione è degenerata - aveva affermato l'imputato -. Io mi sono ritrovato davanti al corteo, ho visto persone che si stavano cambiando con caschi e bastoni, i fumogeni lanciati penso dalla polizia. Non si capiva più niente, facevo fatica a respirare e sono entrato nel panico. Mi sono tirato su il cappuccio perché non respiravo, ma il volto si vedeva. Poi qualcuno ha spezzato l'asfalto, ho preso un frammento, l'ho lanciato in aria. E' stato un gesto di paura". Tiwana, fidanzata e due amiche lasceranno dopo circa un quarto d'ora il corteo. "Siamo soddisfatti - hanno commentato i legali Mola e Bracchi-. E' stato escluso qualsiasi aggancio del nostro assistito con gli ambienti dell'estrema sinistra, la questura stessa aveva detto che Tiwana non era noto in quegli ambienti. Come ha spiegato lui stesso, si era tirato su il bavero, perché non riusciva a respirare".

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13 Dicembre 2016